Home Cronaca Mps chiude le filiali ma promuove 49 nuovi dirigenti. I sindacati: “Scelte inaccettabili e immorali”
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Mps chiude le filiali ma promuove 49 nuovi dirigenti. I sindacati: “Scelte inaccettabili e immorali”

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Per 800 dipendenti anche una tantum “natalizia” da quasi 1500 euro. La rabbia delle associazioni sindacali

Se da un lato sono stati raggiunti gli accordi per la chiusura di altre 150 filiali in tutta Italia e il ricollocamento del personale, in nome del piano di ristrutturazione 2017-2021, dall’altro Mps avrebbe deciso di promuovere, nel corso del cda di ieri, 49 nuovi dirigenti, distribuendo inoltre una tantum natalizia in denaro da 1000-1500 euro a circa 700-800 dipendenti. Decisioni che faranno discutere all’alba dell’attesa Assemblea del 18 dove sarà ratificato il nuovo cda e l’ingresso dello Stato come azionista di maggioranza al 70%.

“E’ semplicemente immorale – ha fatto sapere la sigla sindacale Uilca – erogare premi e nominare nuovi dirigenti nel momento in cui i lavoratori continuano a sacrificare parte del proprio stipendio con le giornate di solidarietà, a cui si aggiunge la decurtazione del 23% dello stipendio. Tali mosse non fanno altro che alimentare il malcoltento e la rabbia di chi giornalmente  ci mette la faccia con i clienti, che si sta traducendo sempre di più in richieste di risposte forti nei confronti di chi gestisce la banca”

“L’Azienda – hanno aggiunto gli altri sindacati congiuntamente, Uilca, Cisl, Cgil, Unisin  e Fabi – ci ha informato che in questi giorni ha unilateralmente provveduto ad erogare una cifra “una tantum” ad una platea di Colleghi molto ristretta, eludendo così sia le norme del Contratto Nazionale vigente relative al salario incentivante sia gli impegni assunti nell’Intesa Quadro del 4 ottobre 2017, con particolare riferimento al riconoscimento del ruolo del Sindacato ed alla ripresa di un dialogo sulle tematiche di natura contrattuale per avviare un confronto volto a definire la nuova contrattazione integrativa aziendale. Il meccanismo di erogazione, come già avvenuto nei precedenti analoghi episodi degli anni passati, è assolutamente non trasparente e mira in modo evidente, oltre a tentare la marginalizzazione del Sindacato, anche a creare divisione tra i Lavoratori, compromettendo ancora di più il clima aziendale, già messo a dura prova dal contesto generale, dalle indebite e ormai croniche pressioni commerciali, dai carichi di lavoro sempre maggiori ed appesantito ulteriormente da altre decisioni unilaterali assunte dai vertici aziendali anche recentemente attraverso metodi non condivisi e non trasparenti (revoca della franchigia per malattia, selezione Woo, contest di varia natura, promozioni solo per i Dirigenti, ecc.). La complessità del quadro in cui ci troviamo, l’impegno ed i sacrifici che tutti i Dipendenti della Banca e del Gruppo stanno facendo da anni, anche a livello economico, richiederebbe un’assunzione di responsabilità da parte aziendale decisamente di un livello più elevato, a partire dall’Amministratore Delegato e dal Capo del Personale, passando attraverso adeguate Relazioni Sindacali, a maggior ragione in un contesto nel quale le retribuzioni dei top manager continuano ad essere non trasparenti e fuori controllo.  Nei confronti della totalità dei Dipendenti che ogni giorno sono sul campo, sarebbe doveroso da parte dei vertici aziendali evitare iniziative assolutamente inaccettabili ed inefficaci, nella consapevolezza che a fronte dei sacrifici e dell’apporto di tutti certe dinamiche discrezionali portano solo alla mortificazione ed alla insoddisfazione generale, elementi che di certo non producono valore aggiunto a favore del rilancio della Banca e del Gruppo. Nel riservarci la possibilità di verificare la compatibilità dell’iniziativa aziendale rispetto alle vigenti normative previste in caso di aiuti di Stato, evidenziamo la nostra assoluta contrarietà a questo tipo di decisioni e richiamiamo l’Azienda al rispetto del contratto integrativo aziendale, e del CCNL, in cui sono state condivise tra le Parti le regole per normare tutta la partita inerente al salario incentivante.  Soltanto all’interno di quel quadro normativo e contrattuale siamo disposti ad affrontare un percorso di confronto reale e costruttivo, con il consueto obiettivo di tenere insieme le esigenze aziendali per il rilancio della Banca e del Gruppo e le tutele e i diritti di tutti i Lavoratori”