Chiusi, i carabinieri scoprono 5 furbetti del reddito di cittadinanza: indebitamente incassati 53mila euro

5 le persone di nazionalità straniera denunciate a Chiusi, per truffa ai danni dello Stato, perché intascavano il contributo pur non avendo i requisiti necessari, con false dichiarazioni

Di Redazione | 21 Settembre 2022 alle 14:15

Dichiarazioni false per ottenere il reddito di cittadinanza: scoperti cinque casi tra loro in comune nel senese che hanno fatto scattare le denunce e il conseguente iter per la revoca del beneficio. Vita sempre più dura per i “furbetti del reddito di cittadinanza”.

Sono 5 le persone denunciate a Chiusi perché intascavano il contributo pur non avendo i requisiti necessari. L’attività investigativa è stata condotta tra il mese di marzo e quello di settembre 2022 dal personale della Stazione Carabinieri di Chiusi Scalo, insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Siena, al termine della quale hanno denunciato, per truffa ai danni dello Stato 5 cittadini di nazionalità straniera, di cui due con precedenti. I contributi illecitamente percepiti dal 2019 ad oggi ammontano ad oltre 53mila euro.

“I militari – fa sapere la compagnia di Montalcino – attraverso la sinergia investigativa con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Siena, gli uffici territoriali dell’Inps, gli uffici anagrafe di numerose cittadine italiane ed acquisendo copiosa documentazione presso i Centri Assistenza Fiscale dei Comuni di Roma, Siena e Chiusi depositari delle istanze, hanno vagliato le posizioni di numerosi percettori, verificando i requisiti richiesti per il reddito di cittadinanza, facendo emergere molteplici irregolarità. All’atto della domanda i soggetti, due uomini e tre donne tutti di origine straniera e di età compresa tra i 33 ed i 70 anni, avrebbero reso false dichiarazioni, omettendo volontariamente di comunicare informazioni ostative alla concessione del beneficio”.

Dall’indagine sono emerse false attestazioni da parte dei responsabili che dichiaravano falsamente di essere residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa. Gli esiti dell’accertamento sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Siena e all’Inps per l’interruzione dell’elargizione del sussidio e per il recupero delle somme indebitamente percepite.



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