Confini, braccio di ferro tra Chiocciola e Tartuca. Castelvecchio non cede

L'amarezza della Tartuca: "Indignazione per essere stati, nostro malgrado, chiamati in causa in un tribunale ordinario per questioni riguardanti la vita delle Contrade"

Di Redazione | 23 Marzo 2022 alle 10:22

In merito alla questione dei confini approdata in Tribunale per volontà della Contrada della Chiocciola, la Contrada della Tartuca precisa quanto segue.
Se da un lato la sentenza della Corte d’Appello stabilisce che un confine fra Chiocciola e Tartuca era posto al termine di Via Tommaso Pendola, là dove si trovava l’Arco delle Monache di Castelvecchio, così come stabilito dal Bando di Violante di Baviera, da un altro lato appare innegabile come alla nostra Contrada sia stata riconosciuta per quasi due secoli tutta la Via Tommaso Pendola con il palese consenso della Contrada della Chiocciola.
Ciò fu sancito ufficialmente nel 1987 con l’apposizione delle rispettive mattonelle che rendevano esplicita una situazione di fatto, in una zona di confine dove negli anni precedenti non pochi problemi si erano verificati fra le due rivali.
Pur essendo nota fin dagli anni Novanta ad ambedue le Contrade l’esistenza dell’Arco demolito da secoli, si è ritenuto valido fino a poco tempo fa quanto allora pacificamente riconosciuto nell’interesse reciproco.
Solo recentemente la Chiocciola ha sorprendentemente rivendicato la porzione di territorio da sempre utilizzata dalla Tartuca, anche per i suoi festeggiamenti, rinnegando l’operato dei propri dirigenti e trascinando, con un precedente pericoloso per le Contrade, una delle consorelle nelle aule giudiziarie per una questione di confini.
La Contrada della Tartuca intende ancora una volta esternare a tutti i contradaioli senesi la propria indignazione per essere stata, suo malgrado, chiamata in causa in un tribunale ordinario per questioni riguardanti la vita delle Contrade. Tale operato, ad esclusiva responsabilità della Contrada della Chiocciola, pone ancora una volta in pericolo l’equilibrio secolare delle nostre tradizioni, favorendo l’ingerenza di organismi esterni alla città che, seppur animati dalle migliori intenzioni, non possono comprendere a pieno cosa significhi per un senese il legame con il proprio territorio.
E’ con profonda tristezza che abbiamo assistito, nelle fasi processuali, alla facilità con cui la Contrada della Chiocciola ha rinnegato l’operato dei propri precedenti dirigenti e dimenticato secoli di storia, sconfessando chi aveva ben chiaro cosa è che davvero sancisce l’appartenenza di una via, di una piazza, di un palazzo ad una Contrada.
Asserire la non validità di quanto formalmente stabilito nel 1987 fra i Priori della Chiocciola e della Tartuca, significa disconoscere un atto di saggezza che sanciva una condizione di fatto difficilmente equivocabile. Rinnegare la scelta di un proprio dirigente, non più in vita, non fa parte di valori condivisibili.
Provoca ancora più amarezza constatare che coloro che adesso si ergono a paladini difensori della senesità sono le stesse persone che tentano di screditare sulla stampa la Contrada della Tartuca, accusandola di voler stravolgere il Bando di Violante.
Dopo due sentenze fra di loro contrastanti la Contrada della Tartuca, per tutelare i diritti che le derivano dai trascorsi storici e dagli accordi, intraprenderà tutte le iniziative utili a definire la questione nel suo complesso nelle sedi consentite.


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