Crolla muro dell'Osteria Grossa di Radicofani, interrogazione al Ministro: "Mibact intervenga"

Nel corso dei secoli la struttura si è distinta "quale luogo di ricezione di ospiti e viaggiatori di alto lignaggio", tra cui Mozart, Casanova, De Sade e Dickens

Di Redazione | 26 Dicembre 2020 alle 12:05

«La cosiddetta “Osteria Grossa” di Radicofani, un edificio dall’alto valore storico e artistico collocato sulla Via Francigena in Toscana, al confine con il Lazio, ha subito un grave crollo di un muro perimetrale, che mette ancora più a rischio questo patrimonio in stato di abbandono da anni». Lo denuncia su Facebook la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero, componente della Commissione Ambiente della Camera, che anticipa di aver presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, chiedendo l’intervento del Mibact.

«Finalmente – osserva il sindaco Francesco Fabbrizzi – approda in Parlamento una questione per la quale la mia amministrazione si sta battendo da anni. Siamo di fronte a un bene storico e architettonico di straordinario valore lasciato nell’incuria dall’attuale proprietario, mentre avvengono crolli. Ed è significativo che se ne occupi un parlamentare, a dimostrazione dell’importanza di questo edificio, che ha accolto personaggi famosi nel corso dei secoli. Era il biglietto da visita per chi arrivava in Toscana e al tempo stesso un albergo “di lusso” per chi si apprestava a lasciarla, voluto dai Medici».

La Occhionero ricorda che l’imponente struttura «venne edificata nel corso del Cinquecento per volere del Granduca Ferdinando I. I lavori di costruzione iniziarono intorno al 1584, seguendo il progetto dell’architetto granducale Bernardo Buontalenti. L’edificio, collocato in un sito Unesco, è ricco di storia e di elevatissimo pregio artistico». Fu usato come punto di ristoro, accoglienza e come Stazione di posta e per il cambio cavalli fino alla fine dell’Ottocento, quando divenne dimora privata della famiglia Bologna. «Ma già nelle descrizioni dei contemporanei era però molto di più, configurandosi quale luogo di ricezione di ospiti e viaggiatori di alto lignaggio», sottolinea la deputata ricordando che qui hanno soggiornato papi e granduchi, ma anche tante celebrità, da Mozart a Casanova, poi ancora De Sade, Stendhal, Chateaubriand, Ruskin, Dickens.

Dalla costruzione ai tempi del Grand Tour era una sorta di “albergo di lusso”, uno dei primi esempi in assoluto di questa tipologia ricettiva. Di fronte ha una monumentale fontana della stessa epoca, con il chiaro intento di realizzare un approdo trionfale nel Granducato di Toscana. «Mi auguro – conclude la deputata – che il Governo e il ministero dei Beni culturali possano occuparsi al più presto della questione».



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