Incendio Casa del Popolo Montepulciano, PSI Siena: "Serve un argine democratico"

La Federazione Provinciale del PSI di Siena esprime solidarietà al PD e all'Auser, condannando fermamente quanto accaduto

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Il Partito Socialista Italiano di Siena interviene sui risultati delle indagini fatte dopo l’incendio doloso verificatosi nella notte del 4 ottobre 2025 ai danni della “Casa del Popolo” nella frazione Abbadia di Montepulciano dove hanno sede la sezione del Partito Democratico e l’AUSER.

I risvolti investigativi sull’incendio all’ex Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano, attuale sede di PD e Auser, confermano i nostri timori: non fu una bravata, ma un atto di chiara matrice fascista compiuto da minorenni. Come Federazione Provinciale del PSI di Siena, esprimiamo la nostra totale e fraterna solidarietà all’Unione comunale del PD di Montepulciano e a tutti i volontari coinvolti.

Questo gravissimo episodio si salda drammaticamente con la recente inchiesta della Digos che ha visto tredici giovanissimi indagati nella nostra provincia per apologia del nazifascismo, odio razziale e detenzione di armi. Esiste un filo nero che unisce il radicalismo virtuale delle chat d’odio alle fiamme reali appiccate contro i luoghi della partecipazione democratica e della solidarietà.

Vedere dei minorenni affascinati da ideologie che hanno insanguinato il Novecento è una ferita aperta che dimostra il fallimento dei tradizionali canali di socializzazione. La destra risponderà invocando solo la galera, ma da socialisti ribadiamo che la sola risposta repressiva è politicamente fallimentare se non si rimuove il disagio alla radice.

Siena e le sue terre sono culle di antifascismo e civiltà, ma non sono immuni alle narrazioni tossiche che da anni vengono sdoganate nel dibattito politico per raccogliere consenso facile.

Torniamo a chiedere con forza un grande piano d’azione territoriale che metta al centro la scuola pubblica, i centri di aggregazione sani e gratuiti e il supporto psicologico per i più giovani. Dobbiamo sottrarre i nostri ragazzi all’isolamento e al fascino cupo dell’estremismo violento, restituendo loro comunità reali in cui riconoscersi e una speranza concreta nel futuro. L’antifascismo resta la matrice della nostra Repubblica: difenderlo nei fatti, e non solo a parole, è il primo compito della buona politica.

 



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