Lega Crete Senesi-Asciano: "Come sta la nostra economia locale?"

"Pandemia e guerra in Ucraina, ci domandiamo come mai una amministrazione non si sia attivata  in merito, chiedendo, pubblicamente e capillarmente, come sta il nostro territorio"

Di Redazione | 2 Maggio 2022 alle 8:30

“Dopo due anni di pandemia, che ci ha provato psicologicamente ed economicamente, stiamo attraversando un altro momento delicato e difficile, nel quale percepiamo la paura che qualcosa di troppo pauroso possa accadere e vite umane che vengono spezzate e distrutte in nome di ideali o principi.  Ed in questa situazione aberrante e inaspettata, dolorosa e nemmeno ben capita, c’è la vita di tutti i giorni, una vita che dobbiamo portare avanti, in qualche modo, una vita che abbiamo la sensazione sia più complessa di quello che percepiamo o ci viene raccontato”. Così una riflessione di Lega Crete Senesi-Asciano.
Elisabetta Ravaglia, Capogruppo consiliare Lega Comune di Asciano e Cristian Bernini, Segretario Sezione Lega Crete Senesi: “E’ per questo che mi chiedo e ci chiediamo quale sia il vero stato dell’arte della nostra economia locale, dei nostri negozi, dei nostri imprenditori, dei nostri agricoltori e delle nostre aziende,  ci chiediamo cosa accada nel nostro territorio, quanto stanno incidendo ed incidano questi aumenti impressionanti delle materie prime ed energetiche, come reagiscono i nostri imprenditori a tutto questo e quali ricadute ci sono nel mondo del lavoro e dell’occupazione; insomma, come Lega Asciano sentiamo il bisogno di capire, ma soprattutto sapere e sentire, da chi tutti i giorni prova ad arrivare al giorno dopo, cosa accade,  davvero, come gestisce la situazione e di cosa avrebbe bisogno.  Sono e siamo convinti che il compito della politica, almeno di come la vediamo noi e la vedo io, sia quella di essere vicino al nostro territorio, alle nostre persone, di capire le reali problematiche che ci sono, di vedere i numeri per provare a capirli, affinchè sia possibile una interlocuzione con chi ha più voce in capitolo di noi”.
“La nostra amministrazione, si è domandata cosa succederebbe se qualche azienda dovesse chiudere? Cosa succederebbe alle famiglie coinvolte? Cosa succede a chi aveva dei rapporti molto stretti con la Russia o l’Ucraina? Si domanda come sta il nostro territorio, le nostre fabbriche, le nostre micro-realtà imprenditoriali?
No, lo sapremo, e per questo ci domandiamo come mai una amministrazione non si sia attivata  in merito, chiedendo, pubblicamente e capillarmente, come sta il nostro territorio, dimenticandosi, di fatto, che rappresenta la linfa vitale della nostra economia?”.


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