Mens Sana, nuovo spauracchio rata federale: rischio radiazione

Il 16 scade l’ultima rata Fip. Per l’ad Dattile sono giorni di lavoro febbrile

Potrebbe non essere finita la via crucis della On Sharing Mens Sana dopo la dolorosa esclusione dal campionato di A2 comminata dal giudice sportivo e confermata dalla corte federale. La società, pur non potendo partecipare al campionato, sarà chiamata ad onorare la sesta ed ultima rata Fip, dove sono cumulate tutte le varie pendenze (la quinta, dall’importo 26mila 200 euro, fu saldata da Consorzio, Siena SportNetwork e l’associazione Io Tifo Mens Sana) la cui scadenza è fissata per il 16 aprile: una nuova deadline che preoccupa i tifosi, in quanto dopo un ritardo di 7 giorni è prevista una sanzione economica, mentre dopo altri scatta si entra in un iter che porterebbe, anche se non automaticamente, alla radiazione, tecnicamente quindi la perdita dell’affiliazione del titolo sportivo per il prossimo campionato: di conseguenza anche il settore giovanile rimasto ancora in attività si andrebbe a dissolvere, perdendo ogni vincolo. Sarebbe il colpo di grazia per il sodalizio cestistico di viale Sclavo,

Per l’ad Massimo Dattile, che potrebbe a giorni rilasciare delle dichiarazioni per fare il punto della situazione, sono giorni di lavoro febbrile per cercare di salvare il salvabile: è tutto da valutare il futuro a medio termine del basket senese, tra, come detto, il rischio imminente di una radiazione, voci di possibili nuovi investitori, piani di ripartenza e progetti di una liquidazione controllata sul modello Reggio Calabria. In caso di salvataggio la Mens Sana potrà ripartire dal primo campionato a libera partecipazione nel 2019-20 solo saldando tutti i debiti maturati attuali e futuri nei confronti dei tesserati creditori (oltre ai 10 lodi esecutivi per circa 60mila euro – 30mila dei quali recuperati con l’escussione della fidejussione – ce ne sono altri in arrivo a partire dai 54mila dollari richiesti da A.J. Pacher); un eventuale nuova entità che voglia portare un titolo sportivo nazionale a Siena dovrà estinguere le morosità di lodi esecutivi già dichiarati tali dal Consiglio Federale al momento dell’ammissione ai campionati 2019-20 per ottenere il via libera al trasferimento di sede (vedi caso Barcellona Pozzo di Gotto 2018-19). L’incertezza è dunque massima, anche perchè ad incombere ci sono le indagini della Procura di Siena, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di accusa di appropriazione indebita, anche se al momento non figurano nomi nel registro degli indagati.

Claudio Coli