Montalcino: torna dopo due anni La Settimana del Miele

"Il "rinascimento" del miele toscano passa da Montalcino, dal 9 all’11 settembre

Di Redazione | 8 Settembre 2022 alle 22:00

Torna dopo due anni di assenza la Settimana del Miele di Montalcino, in calendario nel fine settimana dal 9 all’11 di settembre, organizzata da ASGA, Apicoltori Siena Grosseto Arezzo, con il patrocinio della Regione Toscana, Coldiretti Toscana, il Comune di Montalcino e Le Città del Miele
La Settimana del Miele (di fatto una intensa tre giorni) giunta alla 44a edizione, rappresentando la storia degli eventi italiani dedicati al miele e ai suoi derivati, si svolgerà nei giardini adiacenti alla Fortezza e sotto ai loggiati di Piazza del Popolo. Montalcino, famosa per il vino, e tra i soci fondatori de Le Città del Miele, la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, conferma l’appuntamento storico per il grande pubblico con i mieli toscani e nazionali, con una tre giorni di esposizioni, laboratori anche per i più piccoli, visite guidate e il convegno “Il futuro dell’apicoltura italiana: il caso Toscana” che si svolgerà sabato 10 settembre al Teatro Artusi alle ore 10.00. 

La mostra mercato, aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, vedrà la presenza di una trentina di apicoltori espositori, che provengono non soltanto dalla Toscana, ma da tutt’Italia: Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche e anche dalla Sicilia, regione che è mancata all’appello negli ultimi anni.

“Siamo soddisfatti di questo ritorno perché per il mondo apistico italiano il binomio miele-Montalcino rappresenta per certi aspetti non solo la storia, ma l’evoluzione di quasi mezzo secolo delle dinamiche tecniche ed economiche riguardanti la produzione del miele italiano – dichiara Massimo Ciabini, presidente di ASGA e a sua volta apicoltore -. È noto che la raccolta del miele quest’anno ha avuto problemi per via dei cambiamenti climatici e difatti, malgrado le numerose tipologie di miele prodotte in Toscana e in particolare in questo territorio, quest’anno la raccolta si è limitata a quelli di acacia, di castagno e di maruca, ovvero i mieli spontanei. Purtroppo la forte siccità non ha consentito la fioritura dei campi coltivati a trifoglio, sulla, lupinella ed erba medica e di conseguenza la produzione del miele è stata molto bassa. Questo è il motivo per cui il rapporto e la collaborazione tra apicoltura e agricoltura a livello territoriale è fondamentale e non a caso ne parleremo durante il convegno di sabato 10 settembre “Il Futuro dell’apicoltura italiana: il caso Toscana” dove si tratterà proprio di cambiamenti climatici e agricoltura, sfide e opportunità per l’apicoltura del futuro.”

ASGA, insieme a Coldiretti, Università di Pisa e Terre Regionali Toscane e con l’Istituto Superiore di Sanità, ha in cantiere un progetto per individuare delle colture resistenti alla siccità che possano produrre reddito sia al coltivatore sia all’apicoltore.  Nel corso dell’evento si parlerà anche delle api in vigna, un progetto accolto anche da Montalcino negli ultimi anni, che nasce dall’alleanza tra apicoltori e produttori di vino e che consiste nell’inserire alveari tra i filari per difendere la biodiversità dei territori e migliorare la qualità delle produzioni sia di miele sia di vino. 

Gli apicoltori che fanno parte di ASGA producono circa 2.000 quintali di miele annui. Secondo gli apicoltori, la Città del Miele di Montalcino, visitata da migliaia di persone ogni anno per il suo borgo medievale pressoché intatto dal XVI secolo e per il Brunello, famoso in tutto il mondo, ha visto un aumento nella vendita di miele da parte dei turisti italiani ed europei che lo hanno acquistato direttamente dagli apicoltori.



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