Monteriggioni torna ad essere la capitale dell'enigmistica italiana

Si svolgerà sabato prossimo 2 aprile il Decimo Simposio Enigmistico Toscano

Di Redazione | 30 Marzo 2022 alle 14:30

Il giorno sabato 2 Aprile 2022, presso l’Azienda Agricola “Il Ciliegio”, Via di Uopini, Monteriggioni, si svolgerà il Decimo Simposio Enigmistico Toscano, un lieto incontro tra cultori dell’arte di Edipo provenienti da tutta Italia (dal Piemonteal Friuli, dal Veneto alla Campania) cui hanno già dato la loro adesione i migliori enigmisti classici della penisola.

La manifestazione, promossa dall’Associazione Culturale “Circolo dei Lenti” di Siena e da un Comitato di enigmisti toscani, è organizzata con i patrocini della Provincia di Siena e del Comune di Monteriggioni, il cui territorio, per l’ottavo anno, ospita questa importante iniziativa.

Nell’occasione i partecipanti si confronteranno in ardue gare di composizione e soluzione. Verranno premiati i vincitori dei concorsi banditi dagli organizzatori, che riguardano la creazione di giochi quest’anno ispirati al tema del Carnevale.

Tra gli organizzatori, l’enigmista e poeta senese Riccardo Benucci (Pasticca), Presidente dell’Associazione “Biblioteca Enigmistica Italiana Giuseppe Panini” nonché redattore della storica rivista mensile “Penombra”.Benucci nel 2016 è stato insignito dal Concistoro del Monte del Mangia della medaglia di civica riconoscenza.

Riccardo Benucci

La tradizione dell’enigmistica classica senese affonda le sue radici fin nel secolo XVI. Era infatti il 1538 quando Angiolo Cenni, detto “Il Resoluto”, pubblicò il primo enigma (soluzione, il libro) del Rinascimento che appartenga ad una raccolta ordinata di composizioni del genere, quella dei “Sonetti giocosi dainterpretare, sopra diverse cose comunemente note”.  Il Cenni, che di professione faceva il maniscalco alla Postierla, fu tra i fondatori della “Congrega dei Rozzi”. Altri enigmi venivano composti, a quel tempo, da personaggi quali l’Attento (Lorenzo Fucci, ballerino), l’Avviluppato (Marc’Antonio, ligrattiere), il Dolente (Ansano Mengàri da Grosseto, pittore), lo Strafalcione (Ascanio Cacciaconti, ottonaio), il Traversone (Ventura, pittore), il Voglioroso (Alessandro di Donato, spadaio).

Un senese importante nella storia dell’enigmistica classica, nella prima metà del Novecento, fu il geniale anagrammista Spada di Sparta (Spartaco Spadacci) cui si devono frasi di assoluta bellezza quali “Il cireneo scortava = la Veronica e Cristo”; “L’umile orto di Getsemani = meritò il lamento di Gesù”; “L’eroica lotta del Piave = è la vittoria dell’epoca” sino a giungere al sempre attuale “La bandiera tricolore = il caro labaro ridente”.

èsulle pagine della rivista genovese “Aenigma”, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, che emergono due purissimi talenti enigmistici di casa nostra: Roberto Gagliardi (Tagete e Cuor di Mago), apprezzato e compianto professore al Liceo Classico Piccolomini e Giuliano Ravenni (Il Priore), primario ospedaliero, già Onorando Priore, appunto, della Contrada di Valdimontone.

Ravenni, in particolare, è stato uno dei più celebrati autori di poetici della sua generazione. Scomparso nel 2002, trionfò al Congresso Nazionale di Cattolica (1983), aggiudicandosi in seguito i prestigiosi premi “Stelio “ e “Capri”. Di lui è uscita l’antologia: “èvenuto un momento”.

Riccardo Benucci (Pasticca), Presidente dell’Associazione “Biblioteca Enigmistica Italiana Giuseppe Panini”, sin dal 1980 s’impegna a rinverdire i fasti della nobile tradizione enigmistica senese, avendo al suo attivo premi raccolti in oltre 200 concorsi di composizione e soluzione. Contradaiolo della Torre, è tra i più assidui collaboratori della “Settimana Enigmistica”, firmando i giochi anche con gli pseudonimi di “Spadaforte” e Rosso fulmine”.



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