Processo torture a Ranza: sentiti i primi testimoni in aula. "Trasferimento di cella violento"

Ascoltata una psicologa e una dottoressa del carcere, che raccolse le testimonianze dei detenuti che assistettero all'aggressione dalle celle: "Mi dissero che fu un trasferimento di cella violento ed eccessivo, tra urla, botte e insulti. Segnalai i fatti ai superiori, gli agenti smisero di salutarmi"

Di Redazione | 28 Settembre 2021 alle 22:45

Si è svolta nel pomeriggio la prima udienza dibattimentale sul caso delle presunte torture al carcere di Ranza a San Gimignano ai danni di un recluso di nazionalità tunisina, i fatti in questione sarebbero avvenuto ad ottobre del 2018. Rinviati a giudizio sono cinque agenti di polizia penitenziaria.

Oggi sono stato sentiti due dei tre testimoni citati dal pm. Per prima una dottoressa funzionaria del settore educativo pedagogico del carcere: la donna dopo le presunte torture parlò con 4 detenuti del circuito di alta sicurezza a suo carico, che avrebbero assistito dalle celle al pestaggio, fra cui il ristretto che avrebbe subito un colpo al volto dopo aver intimato agli agenti di fermarsi.

Secondo la versione della dottoressa i detenuti le avrebbero parlato di un trasferimento avvenuto con modalità violente, di urla da parte del tunisino e di insulti da parte degli agenti. Gli stessi reclusi le avrebbero riferito di essere preoccupati che prima o poi potesse toccare anche a loro. Tra l’altro – si apprende sempre dalla testimonianza – in una occasione avrebbe incrociato il detenuto maltrattato, notando dei segni nel viso.

Raccolte le testimonianze dei reclusi la dottoressa ha raccontato di aver fatto una segnalazione al provveditore ed al capo area: da lí un crescere di tensione, con la donna che ha affermato come i 5 agenti avrebbero smesso di salutarla e un ispettore avrebbe riferito di non volerci avere più a che a fare.

E’ stata poi sentita poi una psicologa che parlò con uno dei 4 detenuti testimoni del fatto – che era attenzionato per un sostegno psichiatrico – il quale anche a lei avrebbe confermato la circostanza del maltrattamento. Le prossime udienze calendarizzate tra ottobre e novembre per sentire altre dottoresse ed alcuni detenuti.

C.C



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