Rosario saluta gli amici di Siena: “Sono povero, vado a Toronto” – LA LETTERA

Era diventato cittadino italiano ma Rosario deve lasciare Siena: “Sono solo perchè a Siena non ho abbastanza per far venire la mia famiglia”

Sono trascorsi appena cinque mesi da quando Rosario si è fatto fotografare orgoglioso con la bandiera dell’Italia e il certificato che sanciva la sua cittadinanza italiana.

Da 15 anni Rosario è stato parte integrante di ogni serata senese. Lui, che deve il suo soprannome italiano alle rose che vendeva in giro per locali, non è mai stato considerato uno scocciatore, ma un amico sempre ben accetto. E Rosario aveva imparato i nomi di tutti, regalava la rosa se eri la festeggiata, ti sorrideva gentile anche se non acquistavi nulla.

Rosario ha lasciato Siena. Le rose arancioni portate nella Lupa sono state uno dei suoi ultimi omaggi alla città di cui aveva imparato i colori delle contrade per portare quelli giusti ad ogni festa.

Ed ha lasciato Siena, per cercare fortuna a Toronto, salutando con una lettera toccante sulla quale adesso tutti noi che lo abbiamo visto solo come l’uomo delle rose dobbiamo riflettere.

“Cari senesi,

mi chiamo Saminur, ma molti di voi mi conoscono e mi chiamano Rosario… Un soprannome perchè per oltre 15 anni ho venduto le rose nei ristoranti e nelle contrade di Siena.

Sono venuto in questa città dopo aver studiato medicina a Kiev e girato in varie parti del mondo, imparando un po’ il russo, l’inglese e il tedesco. Sono nato in Bangladesh dove ho moglie, un figlio piccolo e un figlio grande, fratelli e sorelle.

Dopo tanti anni avevo ottenuto cittadinanza e passaporto italiano, ero felice ma la mia famiglia ha deciso di non raggiungermi, non avendo possibilità… Al mio paese c’è povertà e non solo povertà…. Tutti i miei parenti mi ritengono ricco, mentre invece sono povero. E soprattutto sono solo.

A Siena non c’è più la possibilità di guadagnare per mantenere la famiglia. Oggi lascio Siena e parto per Toronto, pieno di una speranza sempre più piccola e di una tristezza sempre più grande: sarò forse cuoco o sguattero o forse chissa?…

Ancora più lontano e sempre più solo….solo con Dio: sono musulmano, ma considero miei fratelli tutti gli appartenenti all’umanità.

Un saluto a Siena, dove lascio un po’ del mio cuore e grazie ai senesi e a chi mi ha aiutato a raccogliere in italiano questi miei pensieri e il mio sentimento”.

Forse oggi, dopo queste parole, in tanti si chiederanno se per Rosario potevano fare qualcosa di più.

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