Sì Siena, al festival del linguaggio Godano, Sparagna, Ammirati, Ranzi

Dal 23 al 26 settembre la rassegna che rimette al centro la pluralità dei linguaggi artistici. Tanti eventi di poesia, musica, danza, arti visive e passeggiate d’autore dedicate a Tozzi e Dante

Cristiano Godano, la BandaDante di Ambrogio Sparagna, Maria Pia Ammirati, Galatea Ranzi. Sono solo alcuni degli ospiti di Sì Siena, Il linguaggio tra terra e cielo, festival itinerante in programma a Siena dal 23 al 26 settembre che renderà omaggio anche allo scrittore senese Federigo Tozzi e Dante.

Il festival, giunto alla sua seconda edizione, coinvolgerà molti luoghi della città, rimettendo al centro la pluralità dei linguaggi artistici, lo scambio e l’incontro tra le cose grandi e le cose piccole, tra il significato e il quotidiano: poesia, musica, danza, arti visive in scena e passeggiate d’autore nella città che lega da sempre la terra al cielo nel segno dei suoi magnifici pittori, scultori, poeti, letterati e musicisti, della sua storia straordinaria.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, a numero chiuso con prenotazione obbligatoria sui siti www.accademiadeisilenti.it – www.toscanalibri.it

Per informazioni scrivere a segreteria.sisienafestival@gmail.com. Sarà garantito il rispetto delle misure anti Covid e in ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (rif. D.L. del 23 luglio 2021), l’accesso alle iniziative sarà consentito solo agli utenti in possesso della Certificazione verde COVID-19 (Green Pass) in corso di validità.

Sì Siena – linguaggio tra terra e cielo”, con la direzione artistica di Davide Rondoni, è un evento di Comune di Siena in collaborazione con l’Accademia Chigiana, Siena Opera della Metropolitana, l’Associazione Centro Storico Città di Siena e l’organizzazione dell’Accademia dei Silenti. “

Il programma del Festival

Ad aprire il festival sarà giovedì 23 settembre alle ore 17.30 nella Loggia della Mercanzia “Il caso Novotna“, thriller in terra di Siena – Tra Mps e creatività. Ovvero quando la banca aveva un’anima. Incontro con Walter Vettori, presenta Lodovico Andreucci, realizzato in collaborazione con l’Associazione Centro Storico Città di Siena.

A seguire, alle ore 18,30 nella Loggia della Mercanzia incontro con il compositore Tigran Mansurian; introduce e dialoga con il maestro Mansurian Minas Lourian, direttore del Centro Studi e documentazione della Cultura Armena di Venezia.

Alle ore 21 nella Chiesa di Sant’Agostino“Con anima“, concerto dedicato al compositore Tigran Mansurian e alle radici della tradizione musicale del suo popolo. La selezione delle opere che verranno eseguite da un ensemble dell’Accademia Chigiana di Siena – Quartetto per archi n.2Capriccio, per Violoncello solo, Testament, per Quartetto d’archi, Agnus Dei, per Clarinetto, Violino, Violoncello e Pianoforte, Ludwig Bazil, “Ani” Quartetto per archi n.1, Komitas, Danze armene (trascrizione per Quartetto d’archi) – tracceranno un viaggio alla scoperta di uno dei più importanti compositori armeni di musica classica e colonne sonore di film, Tigran Mansurian: intensità spirituale, tra sacro e profano, stilemi di foggia classica e tradizione folclorica, linguaggi di ascendenza antica e impronta contemporanea. Sempre ancorato al dramma e alla memoria del genocidio del popolo armeno. Il concerto è organizzato in collaborazione con il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena di Venezia e con l’Accademia Chigiana di Siena.

Venerdì 24 settembre alle ore 15 omaggio a Federigo Tozzi nel centenario della sua morte con la Passeggiata d’autore “Dall’aia si vedeva Siena” (partenza piazza Gramsci). Un itinerario del tutto inedito con il quale raggiungere i principali luoghi tozziani fuori le mura della città. Ad iniziare da Castagneto (con la casa rossa lungo la strada dei Cappuccini), uno dei due poderi che Federigo aveva ereditato dal padre e dove abitò con la sua famiglia dal 1908 al 1914. La targa posta sull’edificio ricorda che qui lo scrittore compose il romanzo Con gli occhi chiusi, e che “luoghi, creature, stagioni di questa campagna, allora solitaria, animarono la sua grande arte”. Leggiamo nel romanzo: “Dall’aia si vedeva Siena. […] Il podere, benché piccolo e con le case in quel modo, era bello: ci si trovava una dolcezza che invogliava a starci: cinque cipressi, in fila, dietro il muricciolo dell’aia; e poi tutto pieno d’olivi e di frutti.” Poi l’altro podere, quello del Pecorile (nella zona di Malamerenda), teatro del romanzo Il podere. Scrive Tozzi: “Di Siena, dietro quattro o cinque poggi sempre più alti, quasi a chiocciola, si vedevano soltanto le mura; tra la Porta Romana e la Porta Tufi. Dalle mura in giù, i prati e i grani scendevano tagliati da poche strade; riunendosi a spicchi, verso qualche podere; con le case sui cucuzzoli dei poggetti, accerchiate dai cipressi. Si sentiva il treno della Val d’Arbia; quando, secondo i contadini, era segno di piovere.” Il percorso – con letture e commenti delle pagine d’autore – toccherà inoltre altri luoghi notoriamente legati alla vita e all’opera dello scrittore senese, come porta Tufi, strada del Mandorlo, strada del Giuggiolo.

Alle ore 18 sotto la Loggia della Mercanzia, l’incontro “Libertà o salute? Una vera alternativa?” con il filosofo Diego Fusaro, docente di filosofia all’ ”Istituto Alti Studi Strategici e Politici” di Milano (IASSP) con il suo nuovo libro “Golpe globale – Capitalismo terapeutico e gran reset” (Piemme) in cui richiamandosi all’insegnamento dei grandi filosofi, mostra come l’emergenza sia diventata un metodo di governo a cui il potere ricorre per una ristrutturazione in senso oligarchico e autoritario dell’economia, della società e della politica. Celebre voce fuori dal coro nel dibattito pubblico italiano, Diego Fusaro analizza come la gestione della pandemia di Covid-19 lascerà un’impronta minacciosa e duratura sul futuro dell’umanità, al di là degli aspetti sanitari.

Tra le novità letterarie al festival, il romanzo del direttore di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, in uscita per Mondadori “Vita ordinaria di una donna di strada”, ispirata e toccata da una serie di storie vere, racconta la parabola di una giovane prostituta di Bucarest, tra sogni infranti, violenze e moti di ribellione. Altro romanzo “Il sole senza ombra” (Mondadori) dello scrittore e curatore di pordonenelegge, Alberto Garlini: in un’Italia a cavallo tra il troppo nero degli anni Settanta e il troppo bianco degli Ottanta, la parabola di un comico figlio, protagonista e vittima del suo tempo.I due autori saranno protagonisti, insieme allo scrittore e autore cinematografico Andrea Di Consoli e autore del recente “Tutte queste voci che mi premono dentro” (editoriale scientifica) e al giornalista e scrittore, Luigi Mascheroni che ha pubblicato nel 2021 “I libri non danno la felicità” (Oligo), dell’incontro “Cos’è inventare storie nell’Italia di oggi” per una riflessione letteraria, sull’invenzione di storie oggi: quali nuovi stimoli, approcci, priorità nella creazione di nuove narrazioni e linguaggi (venerdì 24 settembre alle ore 19, Loggia della Mercanzia).

Alle ore 21 al Teatro dei Rinnovati “Figlia dell’oro“, spettacolo lettura scenica, curato dalla poetessa e scrittrice Flaminia Colella, avrà come protagonista l’attrice teatrale Galatea Ranzi che leggerà una selezione di poesie di Emily Dickinson, genio della letteratura di tutti i tempi. Al centro dei testi, il tema dell’oro, caro e presente nel corpus letterario della poetessa americana. Si alterneranno alle letture momenti di danza su musiche scelte appositamente per accompagnare e tenere il tempo di una serata all’insegna della grande poesia. La lettura scenica sarà impreziosita dalla proiezione delle fotografie dal maestro dell’immagine Elio Ciol, cui è cara e costante la rappresentazione del rapporto tra cielo e terra, dell’orizzonte e dal gesto di danza di Mizar Tagliavini e della sua compagnia.

Sabato 25 settembre appuntamento alle ore 11,30 alla Loggia della Mercanzia con la fondatrice e presidente di FacilityLife, Mariuccia Teroni e il suo nuovo libro “Digitale Umano” (Giubilei Regnani Editore) per indagare i nuovi linguaggi tra umanesimo e nuove tecnologie, e provare a scoprire, nell’incontro tra la scrittrice e il poeta Alessandro Fo e la sua recente raccolta poetica “Filo spinato” (Einaudi), il punto di contatto più misterioso e profondo tra l’umano, la parola e il digitale.

Alle ore 15 Passeggiata dantesca, con partenza da Piazza Tolomei, in occasione del settimo centenario dalla morte del Sommo Poeta. Un itinerario incentrato su tre celebri citazioni ‘senesi’ nella Commedia. Il percorso comincerà da piazza Tolomei per parlare di Pia e scoprire, forse, di trovarsi nel posto sbagliato, poiché gli storici avrebbero ormai stabilito che l’identità della Pia niente avrebbe a che vedere con la famiglia Tolomei. Ma resta comunque il fascino di questa figura femminile e di come la sua leggenda sia stata tramandata nei secoli grazie ai pochi ma intensi versi con cui Dante chiude il canto V del Purgatorio. Quindi in piazza del Campo per incontrare Provenzano Salvani, condottiero e capo ghibellino, troppo preso – a detta di Dante – dalla vanità del potere, e perciò in Purgatorio ad espiare il suo peccato di superbia. Anche se, già in vita, qualcosa della sua colpa aveva scontato, allorché “sul Campo di Siena”, accantonando ogni forma di superbia, non esitò a chiedere l’elemosina per riscattare l’amico Mino Pagliaresi fatto prigioniero a Tagliacozzo dall’esercito di Carlo I d’Angiò. Varrà la pena conoscerlo meglio questo protagonista della storia senese. Per terminare al chiostro del Carmine, attorno al pozzo ‘della Diana’. Nome che evoca il fantasmatico fiume sotterraneo la cui leggenda non sfuggì nemmeno a Dante per deprecare la fatuità dei Senesi, presi ad inseguire due ambizioni entrambe legate all’acqua: annettere il porto di Talamone ai possedimenti della Repubblica e scoprire, giustappunto, il corso sotterraneo della Diana. Diciamo che quello della Diana è un caso irrisolto, perché non esiste ma c’è, se non altro nell’immaginario dei Senesi.

Alle ore 17,30 omaggio al bicentenario dalla nascita di uno degli uomini più intelligenti e straordinari dell’ottocento, Charles Baudelaire, simbolo del furore dello scrivere, sempre intrecciato al desiderio di vivere, alle misteriose corrispondenze fra l’arte e la vita. Un evento realizzato in collaborazione con il Teatro La Pergola di Firenze, “Siamo tutti maledetti?” alla Loggia della Mercanzia, musica e lettura libera di poesie e testi tratti dalla sua raccolta più famosa “I fiori del male”, a cura degli allievi della scuola di teatro La Pergola di Firenze.

In occasione dell’esposizione straordinaria nella Sala del Tesoro del Museo dell’OPA di Siena della Rosa d’Oro, che Alessandro VII Chigi volle donare al Duomo della sua città e che fece realizzare da Gian Lorenzo Bernini, sempre sabato 25 settembre ore 18.30Claudia Gualdana, docente e saggista, autrice del libro “Rosa. Storia culturale di un fiore” (Ed. Marietti, 2019), terrà una conferenza sulla Rosa d’Oro: l’opera di magnifica bellezza che celebra l’enigma e il mistero che si cela in questo simbolo che attraversa i secoli e le culture, il tempo e l’eternità. A seguire, l’artista e scultore Cristiano Carotti, che ha esposto le sue opere e installazioni in musei e gallerie italiane e straniere (Roma, Venezia, Biella, Lipsia, Pietrasanta), e la poetessa e scrittrice Flaminia Colella converseranno sul tema “Scolpire, fare emblemi”: una riflessione sui temi fondamentali della sua arte e in particolare sul senso di rifarsi agli archetipi e al linguaggio simbolico per un’artista contemporaneo. Interviene Luca Caricato, studioso ed esperto vinciano, noto per il suo lavoro di ricerca sul codice di Leonardo.

Per onorare l’anniversario dantesco, a settecento anni dalla sua morte, a “SìSiena – Il linguaggio tra terra e cielo”, sabato 25 settembre alle 21, Logge del Papa, non può mancare la travolgente BandaDante, la carovana di Ambrogio Sparagna con Davide Rondoni e l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, che incontra, per la prima volta, il cantautore e frontman dei Marlene Kuntz, Cristiano Godano, autore, più di una decina di anni fa, di una canzone dedicata al grande poeta russo Osip Mandel’stam, costretto a subire da Stalin una vessazione psicologica e fisica tremenda, che lo portò alla morte. La colpa? Essere un poeta. Mandel’stam fu un grandissimo e colto conoscitore della Divina Commedia, della quale argomentò in un saggio famoso e studiato. In scaletta questo pezzo e altre canzoni con fortissima presenza dei temi dell’amore e dell’amicizia: l’amore fu la ben nota ossessione di Dante, e nella Divina Commedia vi sono grandi incontri di amici. Cristiano Godano si aggiunge ai viandanti della BandaDante che dopo le numerose tappe in tante città italiane e dopo aver incontrato altri grandi artisti della scena italiana Francesco De Gregori, Beppe Servillo, Mario Incudine, Iaia Forte, David Riondino, i poeti improvvisatori Pietro e Donato De Acutis, continua a percorrere il lungo viaggio di Dante attraverso il canto dei pastori, e il ritmo e la forza della musica popolare italiana.

Domenica 26 settembre alle ore 21 in Duomo “La Rosa delle Voci“ il concerto del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” dedicato a Gian Lorenzo Bernini. In programma musiche che spazieranno tra composizioni rinascimentali e barocche. In collaborazione con l’Accademia Chigiana di Siena.