Asl Toscana Sud Est, bollini rosa per gli ospedali di Nottola e Campostaggia

I bollini rosa sono il riconoscimento assegnato per gli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.

Di Redazione | 30 Novembre 2023 alle 17:30

Gli ospedali della Asl Tse si confermano a misura di donna. Tre bollini rosa sono stati assegnati all’ospedale di Arezzo, tre all’ospedale di Grosseto, due a Nottola, due a Poggibonsi e due all’ospedale del Valdarno nella cerimonia che si è svolta a Roma questa mattina. I bollini rosa sono il riconoscimento assegnato per gli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.

“È un riconoscimento di grande valore, – ha commentato la direttrice sanitaria della Asl Toscana sud est Assunta De Luca, – il fatto che in ogni provincia del territorio aziendale ci sia almeno un ospedale vincitore di bollini rosa evidenzia quanto sia alta l’attenzione verso le tematiche della medicina di genere. La sfida futura sarà quella di estendere questa buona prassi anche ai servizi territoriali”

Fondazione Onda ha assegnato i Bollini Rosa per il biennio 2024-2025 agli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile, ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere. La premiazione è avvenuta in una cerimonia svoltasi presso il Ministero della Salute. La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da circa 500 domande, ciascuna con un valore prestabilito, suddivise in 15 aree specialistiche più una sezione dedicata ai servizi generali per l’accoglienza delle donne e una alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari.

Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.



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