Chigiana International Festival: domenica 10 luglio il concerto "Utopie"

Un sensazionale viaggio tra le avveniristiche sonorità del Novecento con i travolgenti Chigiana Keyboard e Chigiana Percussion Ensemble e il Coro della Cattedrale Guido Chigi Saracini e un brillante cast di voci soliste Special guest Antonio Caggiano, dirige Tonino Battista

Di Redazione | 9 Luglio 2022 alle 22:30

Il Chigiana International Festival & Summer Academy invita il pubblico, domenica 1o luglio, alle ore 21.15 nella Chiesa di Sant’Agostino a Siena, a un viaggio di grande suggestione nelle avveniristiche sonorità del Novecento. Utopie – questo il nome del concerto che chiude la prima settimana del Chigiana International Festival & Summer Academy – vedrà sul palco un cast sensazionale con numerosi interpreti protagonisti, tre ensemble e uno straordinario set di strumenti in una sinergia musicale inedita e di grande potenza evocativa. Un programma di raro ascolto per l’eccezionalità degli organici vocali e strumentali e per le notevoli complessità esecutive.

Il Coro della Cattedrale Guido Chigi Saracini – nato nel 2016 dalla proficua collaborazione tra l’Opera della Metropolitana di Siena e l’Accademia Musicale Chigiana e diretto da Lorenzo Donati – sarà affiancato dai due ensemble chigiani in residence: il Chigiana Keyboard Ensemble, formazione di soli pianoforti creata nel 2021 e a cui prendono parte in questa occasione da Monaldo Braconi, Anna D’Errico, Francesco De Poli e Luigi Pecchia, e il Chigiana Percussion Ensemble, diretto da Antonio Caggiano, nato nel 2015 nel contesto del corso di perfezionamento di percussioni.

A completare il sensazionale cast di Utopie saranno le voci di Sara Mazzanti, soprano, Elisabetta Vuocolo, contralto, Luca Mantovani, tenore, e Sandro Degl’Innocenti, basso. Un organico inedito e straordinario, reso possibile grazie alla grande capacità produttiva dell’Accademia  Chigiana, per realizzare un affresco di grande energia sonora e scenica, diretto e coordinato da Tonino Battista, uno dei massimi interpreti e direttori d’orchestra della musica del XX secolo e del nostro tempo, direttore del PMCE-Parco della Musica Contemporanea Ensemble dell’Auditorium di Roma.

Il programma si snoda lungo un filo conduttore che attraversa tutto il Novecento, fino ai giorni nostri raccontando, affiancandosi al contesto storico, artistico e poetico che ha caratterizzato il “secolo breve”. La prima parte del concerto è dedicata a due compositori italiani che hanno legato il loro nome alla storia dell’Accademia Chigiana. Il programma si apre, in linea con il tema del festival, From silence, sulle note di Pause del silenzio. Sette espressioni sinfoniche di Gian Francesco Malipiero (1882-1973), compositore, esponente della celebre “Generazione dell’Ottanta”, proposto nella versione per pianoforte a quattro mani. La composizione, originariamente per orchestra, fu scritta nel 1917, durante la prima guerra mondiale, come scrisse lo stesso Malipiero “quando era più difficile trovare il silenzio e quando, se si trovava, molto si temeva d’interromperlo, sia pure musicalmente”.

La serata proseguirà con Musica per 3 pianoforti (Inni), di Luigi Dallapiccola (1904-1975), composizione puramente strumentale, scritta nel 1935, che rappresenta un momento cruciale nel percorso di sperimentazione timbrica e ritmica di quello che fu uno dei grandi padri della musica italiana del Novecento.

Nessun luogo è lontano per 6 percussionisti di Marcello Filotei (1966) è invece di recentissima creazione (2017), nata dalla vena creativa del compositore, diplomato in pianoforte, composizione e musica elettronica al Conservatorio di Santa Cecilia, che racconta l’attualissima necessità di integrazione e di armonia tra popoli di tutto il mondo.

Ballet mécanique (1952) di George Antheil (1900-1954), opera di rarissimo ascolto e complessità tecnica elevatissima, porta l’ascoltatore nel mondo dadaista e post cubista dell’omonimo film del 1923 diretto da Fernand Léger e Dudley Murphy, di cui originariamente avrebbe dovuto costituire la colonna sonora. “Il primo brano di musica sulla terra scritto per delle macchine”, come lo definì George Antheil stesso. L’esecuzione prevede l’impiego di 4 pianoforti e di un vasto set di percussioni.

Il concerto si concluderà con il capolavoro di Igor Stravinskij (1882-1971) Les noces. Scene coreografiche russe, che verrà proposto nella versione originale eseguita a Parigi al Théâtre de la Gaîté per la prima volta nel 1923. Un brano scritto per un organico particolarissimo, di grande espressività ritmica e di enorme difficoltà esecutiva. Il concetto dell’opera è basato su una forma  di rituale spersonalizzato, non ci sono ruoli individuali, solo voci soliste che impersonano diversi tipi di caratteri. I nomi propri usati non appartengono a nessun individuo in particolare, ma sono scelti piuttosto per le loro sonorità.



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