I carabinieri stroncano un pericoloso traffico di cocaina nel senese - VIDEO

Di Redazione | 4 Marzo 2019 alle 11:53

Sgominata banda di narcotrafficanti albanesi e rumeni

Scoperto spaccio di cocaina nei boschi di Foiano della Chiana e Sinalunga. Il fenomeno, diffuso molto in Toscana, è arrivato anche nel senese. Il comando dei carabinieri provinciale di Siena ha scoperto un sodalizio per traffico di cocaina formato da venti uomini di origine albanese. Il gruppo malavitoso aveva ruoli ben definiti e risiedeva in gran parte a Sinalunga, Foiano della Chiana, e in Albania. Il gruppo si basava su una manovalanza, utilizzata per lo spaccio, proveniente dall’Albania che si alternava costantemente. I contattati avvenivano tramite sms, finalizzati però solo ad incontri e appuntamenti con un centinaio di giovani assuntori residenti nell’area della Valdichiana e della bassa provincia senese contando su appoggi logistici localizzati in Italia e in Albania con carichi mensili di oltre un chilo di cocaina pura all’80/85%, tagliata con creatina. L’attività dei militari dell’Arma è scaturita da indagini, anche tecniche, svolte nell’area della Valdichiana senese e aretina, con intercettazioni telefoniche e ambientali, frequenti appostamenti anche notturni in area boschiva e sequestri di stupefacente, a riscontro degli elementi raccolti e ha consentito di definire i ruoli e i compiti degli appartenenti al gruppo criminale, evidenziandone le responsabilità nella costante e quotidiana attività di spaccio di cocaina, effettuata nelle province di Siena e Arezzo, tra giugno 2017 e febbraio 2018. I proventi dello spaccio finivano in Albania dove il capo si stava costruendo un palazzo. Nel corso dell’operazione, sono state eseguite anche sei perquisizioni nei confronti dei soggetti destinatari delle misure cautelari. Questa attività si è dimostrata proficua, in quanto sono state rinvenute 9 palline di plastica termosaldata contenenti complessivamente 8 grammi di cocaina destinata allo spaccio, oltre a sostanza per il taglio e a materiale per il confezionamento. Questo rinvenimento ha consentito l’arresto di una secondo soggetto, già destinatario del provvedimento dell’obbligo di dimora a Foiano della Chiana, che è finito anch’egli al carcere senese di Santo Spirito.

Nel corso di tutta l’indagine sono stati rinvenuti complessivamente circa 220 grammi di cocaina. In particolare, grazie a triangolazioni elaborate mediante localizzazioni gps e positioning, è stato possibile individuare l’area boschiva che veniva utilizzata per occultare la cocaina in punti convenuti in attesa della vendita in dosi. I Carabinieri, sulla base delle indicazioni ricavate, sono andati a rintracciare i punti dell’occultamento, ricercando il percorso ricostruito mediante strumentazioni tecniche, i sentieri nel bosco, la terra smossa e un albero ricurvo citato nelle intercettazioni ambientali. In una prima circostanza hanno rinvenuto un barattolo di vetro che aveva contenuto cocaina e che eccitava i cani antidroga. Dopo questo incoraggiante risultato, in una seconda circostanza i militari hanno rinvenuto una confezione di plastica sottovuoto avvolta da nastro da imballaggio, 200 grammi di cocaina in due panetti e altra confezionata in dosi, nascosta dai trafficanti. Il rinvenimento ha consentito di dimostrare per approssimazione quale fosse l’entità di quell’illecito commercio e di definire con certezza in cosa consistesse il business monitorato. Sono stati eseguiti dei sequestri di cocaina anche tramite i Carabinieri di Macerata a carico di un parente di uno degli indagati. La scomparsa della droga ha messo in subbuglio gli spacciatori che hanno iniziato a sospettarsi fra di loro per l’ammanco, creando subbuglio e maggiore esposizione nelle conversazioni intercettate.
L’indagine, durata 6 mesi, ha messo alla luce un business da 100 euro al grammo, vale a dire 100 mila euro al mese.  Sono sei le misure cautelari: due uomini sono adesso in carcere, il capo E. S. e il suo principale collaboratore, un albanese del 98, trovato con otto grammi in nove confezioni di plastica. Inoltre sono stati quattro gli obblighi di dimora e un ordine di presentazione alla P.G. emessi dal GIP del Tribunale di Siena. Restano ancora indagati 14 uomini.

Si. Sa



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