'Ndrangheta: Chiusdino, sequestro di beni da 5mln a due imprenditori

In azione Dia e Polizia. Secondo le ipotesi investigative, i due indagati si sarebbero messi a disposizione delle cosche calabresi per consentire investimenti e impieghi di proventi derivanti dalle attività criminali della ‘ndrangheta

Di Redazione | 27 Gennaio 2022 alle 11:37

Nuove tracce di infiltrazioni mafiose in Toscana. La direzione investigativa antimafia e la Polizia di Stato hanno eseguito un sequestro preventivo di immobili nel comune di Chiusdino su ordine del gip di Firenze nei confronti di due imprenditori del settore agricolo, di origini calabresi, provenienti dalle province di Catanzaro e Crotone, ma da anni trapiantati in Toscana. I due –  Francesco Saporito e Edo Commisso – sono indagati per avere impiegato nella propria attività economico-imprenditoriale – agricola denaro, per un importo di almeno 1milione e mezzo di euro, riconducibile, fa sapere la Dia, all’organizzazione criminale ‘ndranghetista della cosca “Grande Aracri” di Cutro, nel crotonese, e alla “locale” di Petilia Policastro ad essa affiliata.

Sempre come riporta la Dia, sulla base dell’attuale ipotesi investigativa, i due indagati si sarebbero messi a disposizione delle cosche calabresi per consentire investimenti e impieghi di proventi derivanti dalle attività criminali della ‘ndrangheta.

Il sequestro ha riguardato una serie di porzioni immobiliari di tipo rurale ubicate a Chiusdino, acquistate ad agosto 2007, e consistenti in un fondo agricolo in unico corpo, con sovrastanti alcuni vecchi fabbricati ed annessi rurali, per una consistenza catastale di oltre trecentocinquanta ettari ed un valore commerciale complessivo di circa 5milioni di euro.

Tutta l’attività d’indagine ha trovato ulteriori riscontri che confermerebbero la ricostruzione degli investimenti effettuati in Toscana, sia i legami con soggetti appartenenti alle cosche calabresi.

 

 

 

 



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