Nozze in moschea nel senese per i due presunti jihadisti fermati a Trento

Lei è la figlia di un imam attivo nel territorio senese. Secondo le indagini del Ros stavano progettando un attentato da compiere entro il mese di agosto

Di Redazione | 24 Giugno 2022 alle 15:00

E’ la figlia di un imam considerato estremista e attivo in provincia di Siena la moglie del 20enne kosovaro nato e cresciuto in Italia, che è ora agli arresti domiciliari perché indiziato di progettare un attentato con ordigni esplosivi in Trentino. La giovane moglie è indagata a piede libero.

I due si sono incontrati sui social e due anni fa si sono sposati in moschea nel senese.

E sempre attraverso l’web, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ros di Trento che li stava seguendo da alcuni mesi ,si sarebbero addestrati per compiere atti violenti in nome dell’organizzazione terroristica “Stato Islamico”.

Secondo quanto trapela dalle indagini, il giovane trentino voleva diventare un combattente. Ma il primo passo era l’attentato. Così avrebbe dimostrato la sua fedeltà all’Islam. Perito chimico era riuscito a procurarsi, pare sottraendo i prodotti nell’azienda dove lavorava, sostanze chimiche per sintetizzare fino a 400 grammi di Tatp (perossido di acetone). “Una miscela che – ha precisato il comandante del Ros, il generale Pasquale Angelosanto – che è paragonabile a circa 280-300 grammi di tritolo. Altamente lesiva. Avrebbe potuto danneggiare seriamente un palazzo e uccidere”. La stessa sostanza – ha ricordato il generale – che fu usata per l’attentato del 2009 alla caserma Santa Barbara di Milano.



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