Fondazione Antonino Caponnetto: "Cosca 'ndrangheta a Chiusdino dal 2007"

Salvatore Calleri presidente della Fondazione Caponnetto e Renato Scalia dell’Ufficio di Presidenza: “Occhio toscana! Corri il rischio di essere divorata dalla mafia”

Di Redazione | 27 Gennaio 2022 alle 14:18

“Alla ‘ndrangheta piace la Toscana”. Così dichiarano Salvatore Calleri presidente della Fondazione Caponnetto e Renato Scalia dell’Ufficio di Presidenza in merito alla notizia del sequestro a Chiusdino a danno di due imprenditori.

“A distanza di una settimana è stata effettuata un’altra brillante operazione da parte della Dia insieme alla squadra mobile della polizia di stato di Firenze. Effettuato un sequestro preventivo emesso dal Gip del tribunale di Firenze nei confronti di due imprenditori del settore agricolo, di origini calabresi, provenienti dalle province di Catanzaro e Crotone, ma da anni trapiantati in Toscana. “Dall’operazione di oggi emerge che:
1) la cosca calabrese dei “Grande Aracri” era presente dal 2007 a Chiusdino in provincia di Siena; 2) il fondo agricolo in questione è molto grande, ben 350 ettari ed il valore del sequestro è pari a 5 milioni di euro; 3) l’agricoltura piace alla ‘ndrangheta”.

“Il danno che i clan possono apportare alla nostra ricca regione – concludono Calleri e Scalia – è altissimo e pertanto non possiamo che rilanciare l’allarme: “occhio toscana! corri il rischio di essere divorata dalla mafia”.



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