Sanità, Bezzini: "Rincaro bollette rischia di compromettere l'aumento dei fondi del Governo"

Pronti molti progetti per la sanità territoriale senese, a partire dalle Scotte, ma prima c'è sa far fronte ai rincari. Le regioni chiedono Abbiamo chiesto al Governo di incrementare il fondo sanitario nazionale

Di Redazione | 19 Maggio 2022 alle 11:30

“Per le Scotte la regione Toscana sta attivando risorse per circa 100 milioni per portare avanti il piano di riqualificazione strutturale e tecnologica di cui l’Aous ha bisogno. Per quanto riguarda le strutture territoriali abbiamo in vista l’allestimento di 40 posti letto al San Niccolò tra strutture di cure intermedie, ospedale di comunità e hospice. Una altro tema in termini di investimenti è il percorso che dovrebbe portare alla realizzazione in viale Sardegna di un grande polo cittadino e non solo per l’erogazione dei servizi sanitari territoriali“. Questi gli annunci dell’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini ospite ieri sera a Tg90 Post su Siena Tv. Tanti i progetti in vista per il territorio senese nell’ambito della sanità, per i quali però i tempi non saranno brevi: tra progetti, reperimento dei finanziamenti e gare di appalto il programma delle opere potrà verosimilmente vedere la luce tra 6/7 anni.

Tra i problemi più immediati che il mondo della sanità toscana e non solo si trova ad affrontare c’è quello, come per molte altre attività, del rincaro delle bollette. Un problema concreto e non certo di poco conto, come spiegato da Bezzini: ” Il rincaro rischia di compromettere l’aumento del fondo sanitario che il governo ci aveva garantito – spiega l’assessore – Per il 2022 il Governo ci aveva garantito 128 milioni in più e la bolletta energetica rischia di mangiarseli tutti. Abbiamo chiesto al governo di incrementare il fondo sanitario nazionale per tre ragioni: le bollette energetiche, soprattutto per gli ospedali, sono pesantissime; ci serve un rimborso delle spese Covid; e terzo, sappiamo che c’è il Pnrr ma dentro le strutture che saranno realizzate poi dovranno essere operativi donne e uomini del sistema sanitario. Abbiamo dunque bisogno anche di risorse che garantiscano la copertura finanziaria per i nuovi servizi che nei prossimi anni dovremo attivare per rafforzare la sanità territoriale”.



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