8 marzo, 80 anni dopo il voto alle donne: "La parità non è ancora raggiunta"

La consigliera di parità provinciale Lucia Secchi Tarugi fa il punto su diritti, lavoro e disuguaglianze ancora presenti

Di Simona Sassetti | 8 Marzo 2026 alle 8:00

Sono passati 80 anni dal primo voto alle donne in Italia, una conquista storica che il 2 giugno 1946 segnò l’ingresso pieno delle donne nella vita democratica del Paese. Un anniversario importante che accompagna la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, occasione per fare il punto su quanto è stato raggiunto e su quanto resta ancora da fare.

A ricordarlo è la consigliera di parità provinciale Lucia Secchi Tarugi, che sottolinea come il cammino verso la parità di genere non sia affatto concluso.

“Sono solo 80 anni che le donne votano – osserva – e se ci pensiamo non è poi così tanto tempo. Certamente passi avanti ne sono stati fatti, ma questo non significa che la battaglia per la parità sia terminata”.

Secondo Secchi Tarugi oggi esiste il rischio di considerare la questione della parità ormai superata, perché le donne hanno raggiunto posizioni di grande responsabilità nelle istituzioni e nelle professioni. “Si tende a dire che le donne sono arrivate ovunque, dalla presidenza del Consiglio ai vertici degli organismi professionali, fino alla presidenza della Cassazione, e che quindi non ci sia più bisogno di parlare di parità”.

Ma guardando ai dati concreti, spiega la consigliera, la situazione è diversa. “Se analizziamo davvero se il soffitto di cristallo sia stato abbattuto o se il divario reddituale sia stato superato, la risposta purtroppo è no”.

Un esempio arriva dal mondo della professione legale. “Le avvocate sono quasi il 50%, ma nelle posizioni apicali arrivano appena al 20%. E il reddito delle colleghe si attesta mediamente tra il 48 e il 50% in meno rispetto ai colleghi”.

Una distanza che cresce con il passare degli anni di carriera. “All’inizio i guadagni sono più o meno simili – spiega Secchi Tarugi – ma intorno ai 40 anni, quando entrano in gioco la maternità, la genitorialità e la cura degli anziani, il lavoro delle donne viene penalizzato e il divario aumenta in maniera significativa”.

Per questo, secondo la consigliera, parlare di pari opportunità resta fondamentale. “La questione della parità di genere non è affatto conclusa e anzi c’è una tendenza pericolosa a considerarla non più rilevante”.

Tra i temi di preoccupazione c’è anche la possibile riorganizzazione degli strumenti istituzionali che si occupano di discriminazioni. “Si parla di abolire le consigliere di parità per creare una figura unica di garante della discriminazione – spiega – ma questo rischia di togliere una delle leve più importanti per intervenire concretamente”.

Negli ultimi anni, però, alcuni risultati sono stati raggiunti, soprattutto nel settore pubblico. “Grazie ai piani di azioni positive nei comuni si è riusciti a ridurre il gap reddituale nelle pubbliche amministrazioni, che oggi è intorno al 3%. Un dato che deve arrivare a zero, ma che rappresenta comunque un miglioramento significativo”.

L’attenzione ora si sposta anche sul mondo delle imprese. “Stiamo lavorando sulle certificazioni di genere nelle aziende private – spiega Secchi Tarugi – per monitorare se gli obiettivi dichiarati in tema di parità vengano realmente rispettati”.

Le iniziative per l’8 marzo in provincia di Siena

La riflessione sulla condizione femminile e sui diritti delle donne si intreccia con un ricco calendario di eventi promosso dalla Provincia di Siena. Sono oltre cinquanta gli appuntamenti già calendarizzati sul territorio provinciale all’interno del programma “Il voto alle donne, ottant’anni di democrazia, memoria, diritti e partecipazione”, che accompagnerà il territorio fino a tutto il 2026.

Incontri, dibattiti, iniziative culturali e attività nelle scuole saranno dedicati alla lotta contro la violenza di genere, al contrasto degli stereotipi e alla promozione di una cultura delle pari opportunità.

Un percorso che unisce memoria e futuro, ricordando la conquista del diritto di voto del 1946 ma anche la necessità di continuare a lavorare perché la parità tra donne e uomini diventi realtà in ogni ambito della società.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



Articoli correlati