A 32 anni dal furto, i carabinieri restituiscono il reliquiario di San Galgano e altri preziosi manufatti

Operazione della Procura di Catania e dei carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo e della Sezione di Siracusa: le preziosissime oreficerie furono trafugate nella notte tra il 10 e l’11 luglio 1989 dal Museo del Seminario di Monteriggioni. Presentato il ritrovamento alla presenza delle autorità cittadine, pronto il restauro

Di Redazione | 26 Aprile 2021 alle 15:34

A 32 anni dal furto, i carabinieri restituiscono il reliquiario di San Galgano e altri preziosi manufatti

Al termine di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo e della Sezione di Siracusa hanno restituito alla comunità di Siena le preziosissime oreficerie trafugate nella notte tra il 10 e l’11 luglio 1989 dal Museo del Seminario di Monteriggioni. I manufatti sono di eccezionale valore storico-artistico, realizzati da orafi senesi o romani tra il XII e il XVIII secolo.

“L’attività di recupero – spiegano congiuntamente Procura e carabinieri – è scaturita nel corso di indagini coordinate dalla Procura volte all’individuazione di beni d’arte illecitamente posseduti. In particolare, i preziosi manufatti sono stati individuati dai Carabinieri TPC durante una perquisizione presso l’abitazione di un privato cittadino a Giarre (Catania), che nell’immediatezza non è stato in grado di fornire valide spiegazioni in merito al loro possesso”.

Gli immediati approfondimenti investigativi, eseguiti – spiegano ancora gli inquirenti – attraverso la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, database gestito dal Comando TPC, hanno permesso di individuare la provenienza dei manufatti e la loro corrispondenza con quelli rubati 31 anni fa nell’antico borgo di Monteriggioni. In considerazione delle risultanze investigative il detentore è stato denunciato per ricettazione alla Procura catanese.

“Tutti i preziosi reliquiari, le pissidi e i calici asportati nel corso del furto consumato nella notte tra il 10 e l’11 luglio 1989 ai danni del Museo del Seminario di Monteriggioni, a eccezione di un calice tutt’ora da ricercare, sono stati recuperati dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale e ritornano oggi al proprio posto restituendo così alla collettività senese un significativo tassello della propria identità culturale e artistica” proseguono.

I preziosissimi reliquiari costituiscono un’eccezionale testimonianza della devozione a San Galgano: infatti, la confraternita di San Galgano, una delle più antiche confraternite della Chiesa cattolica fra quelle attualmente esistenti, è stata fondata a Chiusdino nel 1185. La denominazione canonica ufficiale di questo sodalizio è: Inclito ed Insigne Collegio o Compagnia di Gesù Cristo, Maria Santissima e San Galgano.

Galgano Guidotti nasce nel 1148. Nel 1180, in seguito alla visione di San Michele, mette in discussione la sua esistenza e decide di dedicarsi interamente a Dio, vivendo da eremita. Per simboleggiare l’inizio della sua nuova vita, impugna la spada da cavaliere e la conficca in una roccia, pregando poi davanti all’elsa che si erge come una croce. Nel 1181 Galgano viene conosciuto per i suoi miracoli e muore di stenti nello stesso anno. Immediatamente beatificato, nel 1185 è proclamato santo da papa Urbano III.

Per celebrare questo “ritorno” è stato organizzato nell’arcivescovado di Siena un vero e proprio evento al quale hanno preso hanno preso parte il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, Dario Franceschini, Ministro della Cultura, il Gen. Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e la prof.ssa Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani, oltre che tutte le autorità cittadine.

Dieci degli undici pezzi trafugati dal Museo Diocesano trentun anni fa sono stati restituiti ai legittimi proprietari grazie ad un‘attenta ed accurata indagine del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo dell’Arma dei Carabinieri coordinato dal Tribunale di Catania. Il pezzo non ritrovato è un seicentesco calice in argento proveniente dalla chiesa della Certosa di Maggiano in Siena.

Il reliquiario di San Galgano, purtroppo, ha subito importanti traumi.  Lo stato di degrado dei manufatti più preziosi ha subito reso evidente l’urgenza di un qualificato intervento di restauro. Il 23 febbraio scorso, l’Arcivescovo di Siena, Card. Augusto Paolo Lojudice, ha chiesto e ottenuto dal Governatorato della Città del Vaticano la possibilità di restaurare i preziosi oggetti presso i Musei Vaticani, che hanno affidato il progetto al Laboratorio di Restauro Metalli e Ceramiche, condotto da un gruppo di esperti restauratori, già operativi in passato in simili interventi.

“Quando viene violata una proprietà privata – ha detto il Card. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino – c’è sempre un grande dolore. Quando viene violato un luogo sacro è ancora più doloroso. Questi oggetti erano nel Museo Diocesano e la violazione fu fatta non solo alla Chiesa di Siena, ma a un pezzo di storia. Gli oggetti non sono idoli, ma alcuni oggetti sono segni di tradizioni vive, di vite di persone, non solo di chi li ha realizzati, ma di coloro per i quali hanno un significato particolare. L’arte è un patrimonio di tutti, oggi celebriamo la restituzione di questi oggetti non solo alla loro integrità, ma alla fruibilità di chiunque voglia, perché siamo tutti parte di un unico popolo, che cammina insieme e in cui ognuno fa la sua parte. La presenza oggi di tante istituzioni diverse vuole proprio rappresentare questo”.

“È bello – ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini – celebrare oggi la fine di questa storia, sebbene dopo una lunga attesa. Questi oggetti tornano finalmente dove sono stati rubati e questa vicenda dimostra una volta di più quanto le comunità locali siano orgogliose e legate ai propri simboli, anche oltre il valore religioso. Un particolare ringraziamento ai nostri Carabinieri della tutela del patrimonio culturale sono un’istituzione nota in tutto il mondo, con un’esperienza pluri-decennale che si rinnova ogni giorno”.

Nel dettaglio i manufatti:

  • reliquiario a tabella di San Galgano, in rame dorato, con smalti traslucidi, XIV secolo. Pubblicato sul Bollettino delle opere d’arte trafugate del Comando Carabinieri TPC e sulla pubblicazione ICOM Cento oggetti scomparsi – saccheggio in Europa (Parigi 2000);

  • croce processionale astile, in rame e bronzo dorato, XII secolo;

  • reliquiario a tempietto, in rame dorato, XIV secolo;

  • calice – pisside, in rame dorato con smalti, XIV – XVII secolo;

  • pisside in argento, con smalti, XVII secolo;

  • calice in argento, sbalzato e cesellato, XVII secolo;

  • calice in argento, sbalzato e cesellato, con scolpite teste di angeli, XVIII secolo;

  • calice in argento, sbalzato e cesellato, con scolpite teste di angeli, XVIII secolo;

  • calice in argento, sbalzato e cesellato, con scolpite teste di angeli, XVIII secolo;

  • calice in argento, sbalzato e cesellato, con scolpite teste di angeli, XVIII secolo.



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