Domani, al Circolo Sant’Agostino di Siena, alle 18 si terrà l’incontro pubblico dedicato alla legge sul consenso, un passaggio cruciale per i diritti e la tutela delle donne, dal titolo “Solo si è si”. Ospite dell’iniziativa organizzata dal Pd senese sarà Laura Boldrini, prima firmataria della proposta di riforma dell’articolo 609-bis del Codice Penale. La proposta di legge era stata approvata all’unanimità alla Camera, grazie a un’intesa politica trasversale. Al Senato, invece, tutto si è fermato.
“Uno sgambetto politico che Matteo Salvini ha voluto fare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni– afferma Boldrini – . Nella mia esperienza parlamentare una cosa del genere non era mai accaduta. Era una legge di civiltà. Quando c’è un accordo politico – aggiunge – e un voto unanime in un ramo del Parlamento, è naturale aspettarsi che venga rispettato anche dall’altro”.
Dal consenso al “dissenso”: un arretramento grave
Il nodo centrale riguarda la nuova riformulazione del testo presentata dalla ministra Giulia Bongiorno. Nel nuovo impianto normativo è scomparsa la parola “consenso”, sostituita dal concetto di “dissenso”. “Sembra un gioco di parole, ma non lo è affatto – sottolinea Boldrini – . Nei tribunali, troppo spesso, alle donne viene chiesto di dimostrare di aver reagito: di aver urlato, scalciato, graffiato. Ma numerosi studi scientifici dimostrano che la paura può immobilizzare”. Se una ragazza resta paralizzata dal terrore, rischia di non essere creduta. “E l’autore della violenza – ricorda Boldrini -può farla franca”. Durante le audizioni al Senato, giuriste, avvocate, procuratrici e specialisti hanno ribadito un punto chiaro: eliminare il consenso peggiora la situazione attuale e rappresenta un arretramento, anche perché la Corte di Cassazione ha già iniziato a integrare questo concetto nella propria giurisprudenza.
“Un tradimento nei confronti delle donne”
Boldrini non usa mezzi termini: “Quando hanno visto che Salvini non era d’accordo e che una parte del loro elettorato poteva avere dei mal di pancia, invece di difendere la legge l’hanno tradita. Hanno voltato le spalle alle donne vittime di stupro. E questo è gravissimo”. Riformare il reato di violenza sessuale è un passaggio delicatissimo, ma imprescindibile. Perché il principio resta uno solo: senza consenso non è sesso. È violenza.