A Siena la danza di Motus contro la guerra per celebrare la Festa della Toscana

“Come potevamo noi danzare”, arti visive e danza al Centro Internazionale d’Arte

Di Redazione | 18 Marzo 2026 alle 13:30

A Siena la danza di Motus contro la guerra per celebrare la Festa della Toscana

È una invettiva contro la guerra e la violenza l’evento che si svolgerà Sabato 21 Marzo a partire dalle ore 18:00 al Centro Internazionale d’Arte di Siena (Via Mencattelli 5/7) che ospita “Come potevamo noi danzare”, progetto realizzato da MOTUS, con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana, per celebrare la Festa della Toscana. Il progetto dà il titolo alla performance omonima della Compagnia MOTUS e preannuncia il tema della manifestazione che si ispira al più noto verso “Come potevamo noi cantare” di Salvatore Quasimodo immagine dell’occupazione e delle violenze della Seconda Guerra Mondiale.

L’evento si apre con un incontro pubblico, nel corso del quale si avvia una riflessione sul tema attualissimo della difficile costruzione di una cultura di pace in tempo di guerra e sul ruolo che l’arte può avere in questo processo.

A seguire, il vernissage della mostra “Ombrate fanciulle” di Antonio Giachetti, illustratore e grafico che si dedica alla realizzazione di opere con tecnica digitale, partecipando a esposizioni collettive e concorsi artistici nazionali. Il lavoro artistico di Giachetti non nasce solo dalla forte capacità tecnica o dalla conoscenza dell’arte, ma anche da un‘attenta contaminazione di simboli e materie. In “Ombrate fanciulle”, l’artista, prova a corredare le sequenze paranormali con naturali sentieri riconoscibili. La sua tecnica digitale gli permette di creare un dialogo reale con accenti surreali, dando alla visione estetica una percezione pittorica e i concetti si dimostrano, nella loro prigionia, come oscure apparenze.

Dopo l’inaugurazione della mostra, la performance di MOTUS “Come potevamo noi danzare”, con coreografie di Simona Cieri, eseguite da Martina Agricoli, Ilaria Fratantuono, Roberta Morello, Mattia Solano ed Eleonora Pucci. I movimenti coreografici portano in scena la disumanità della guerra, celebrando il ruolo centrale della cultura nella costruzione del dialogo, nella comprensione reciproca e nel contrasto alla barbarie. La promozione della pace che è elemento centrale dell’identità toscana, riveste una importanza particolare nel momento storico che stiamo vivendo, in cui sembrano essere svaniti tutti i buoni propositi espressi nel 1945 dalle nazioni che si impegnarono con il celebre “mai più” alla guerra e fondarono l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Eppure la Toscana, che da sempre è terra di pace, prosegue nella direzione indicata allora, come testimonia l’approvazione della Legge regionale dedicata alla promozione della cultura della pace, della solidarietà e del dialogo interculturale.

La serata si concluderà con un buffet offerto al pubblico, per permettere l’incontro con gli artisti in un clima conviviale. L’ingresso all’evento è libero fino ad esaurimento posti. Informazioni e prenotazioni: [email protected] / 0577 286980.

 



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