Accordo Aous–Unisi, Bezzini difende il reclutamento universitario: “Scelta strategica per la sanità senese”

Il capogruppo Pd in Consiglio regionale interviene sull’intesa tra Azienda ospedaliero-universitaria e Università di Siena: “In gioco il futuro delle Scuole di specializzazione, del Policlinico e del servizio sanitario pubblico”

Di Redazione | 20 Gennaio 2026 alle 9:00

Accordo Aous–Unisi, Bezzini difende il reclutamento universitario: “Scelta strategica per la sanità senese”

Il dibattito acceso in questi giorni sull’accordo tra l’Azienda ospedaliero-universitaria senese (Aous) e l’Università di Siena per il reclutamento dei docenti dell’area medica approda in Consiglio regionale. A intervenire è il capogruppo del Partito Democratico Simone Bezzini, che prende posizione a difesa dell’intesa e ne rivendica il valore strategico per il futuro del sistema sanitario pubblico senese e toscano.

Pur riconoscendo il ruolo “fondamentale” dei sindacati e la necessità di percorsi strutturati di confronto e coinvolgimento, Bezzini invita a entrare nel merito della questione. Al centro, spiega, non c’è solo un accordo amministrativo, ma il destino delle Scuole di specializzazione in Medicina e, con esse, la tenuta del Policlinico Le Scotte e dell’area vasta sud est.

Secondo il consigliere regionale, la scelta dell’Aous di sostenere economicamente alcuni incarichi universitari risponde a un’esigenza concreta: mantenere e rafforzare l’offerta formativa medica a Siena. Attualmente le Scuole di specializzazione attive sono 34, due in più rispetto al 2020, con 885 specializzandi. Le risorse destinate al reclutamento permetterebbero di attivarne altre cinque nel breve periodo. “Senza il contributo dell’Aous – sottolinea Bezzini – Siena perderebbe 580 medici in formazione”.

Un dato che assume un peso ancora maggiore in una fase di grave carenza di personale sanitario. Investire sulle Scuole di specializzazione, osserva il capogruppo Pd, significa formare nuovi medici destinati a rafforzare ospedali, servizi territoriali e dipartimenti di prevenzione, garantendo nel tempo i livelli essenziali di assistenza e la tutela del diritto alla salute. “Difendere e aumentare il numero delle Scuole di specializzazione dell’Università di Siena è una scelta vitale per il sistema sanitario pubblico”, afferma.

Ma la partita non è solo sanitaria. Per Bezzini, più Scuole di specializzazione significa maggiore capacità di attrarre giovani medici, che scelgono di formarsi e vivere sul territorio senese, con la prospettiva di restarvi. Un elemento chiave sia per la qualità dei servizi assistenziali, sia come argine al declino demografico.

Nel suo intervento non manca l’affondo politico. “Sanità pubblica e università pubblica devono stare dalla stessa parte, senza ambiguità – afferma –. Metterle in contrapposizione, come fa la destra, è un errore grave, soprattutto a Siena, dove una parte rilevante dello sviluppo futuro passa dai poli sanitari e universitari”. Da qui, secondo Bezzini, derivano investimenti, occupazione, didattica, ricerca e qualità dei servizi, mentre la destra “spinge verso la privatizzazione, affossando sanità e università pubbliche”.

Infine, il consigliere regionale riconosce che esistono margini di miglioramento nell’integrazione tra sistema sanitario e universitario e ribadisce il ruolo di stimolo dei sindacati. Tuttavia avverte: “È un grave errore ignorare il valore strategico del reclutamento universitario per un’azienda ospedaliero-universitaria come quella di Siena, che garantisce prestazioni di alta specializzazione”. Un equilibrio che, conclude Bezzini, va costruito attraverso il confronto, ma tenendo insieme assistenza, didattica e ricerca.



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