Accorpamenti scolastici, Magini (Flc Cgil Siena): "Un atto aggressivo e violento, così si indebolisce il diritto allo studio"

Dura la reazione della Flc Cgil: "Una decisione calata dall’alto, senza confronto, che indebolisce il diritto allo studio e il presidio sociale della scuola"

Di Simona Sassetti | 14 Gennaio 2026 alle 20:00

La preoccupazione per il futuro delle scuole senesi “ora è davvero viva”. A dirlo è Chiara Magini, segretaria provinciale della Flc Cgil Siena, che esprime forte rammarico e rabbia per la decisione del Governo di procedere con gli accorpamenti scolastici, nonostante i ricorsi presentati dalla Regione Toscana – al Tar e al Presidente della Repubblica – e sostenuti anche dalla Flc Cgil Toscana. “Credevamo che questi ricorsi potessero almeno fermare momentaneamente il processo – spiega Magini – anche perché c’erano dati oggettivi che mettevano in discussione le stime iniziali: si parlava di 8mila studenti in meno, quindi forse non sarebbero stati necessari 16 accorpamenti. Le nostre scuole non è detto che si sarebbero salvate comunque, ma quello che è successo è gravissimo”.

Il riferimento è alla delibera del Consiglio dei Ministri che, due giorni fa, ha commissariato la Toscana – insieme a Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna – per non aver approvato i piani di dimensionamento previsti tra le riforme del Pnrr. Una decisione che, secondo Magini, rappresenta “un atto aggressivo e violento, senza alcuna comunicazione né confronto con enti locali, famiglie e sindacati. È stato un fulmine a ciel sereno”.

Per la Flc Cgil si tratta di una scelta che colpisce l’autonomia regionale e che, di fatto, rappresenta “un attacco alla scuola pubblica”. “Da una parte – sottolinea Magini – nella legge di bilancio vengono stanziati fondi per le scuole private, con bonus fino a 1.500 euro per le famiglie, dall’altra si riduce il presidio pubblico nei territori. Gli accorpamenti riducono il diritto allo studio, non tengono conto dei bisogni degli studenti, dei problemi di trasporto e del ruolo sociale che la scuola svolge”.

In Toscana, dal prossimo anno scolastico, dovrebbero scomparire 16 autonomie scolastiche. A Siena e provincia il provvedimento riguarda due istituti: il Comprensivo San Bernardino e l’Istituto Folgòre di San Gimignano, entrambi sotto la soglia dei 600 iscritti. Nel dettaglio, il San Bernardino verrà “spacchettato” in tre parti: la scuola dell’infanzia Policarpo Bandini confluirà nella Tozzi, la primaria Saffi nella Cecco Angiolieri e la secondaria di primo grado San Bernardino nella Jacopo della Quercia. Il Folgòre di San Gimignano sarà invece accorpato interamente all’Istituto 2 di Poggibonsi.
“Il nuovo dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – afferma Magini – sembra molto deciso ad andare avanti velocemente. Ha già annunciato visite nelle scuole interessate e ha parlato di ulteriori accorpamenti nel biennio 2026-2028. Questo significa che dal primo settembre tutto sarà operativo”. Un quadro che crea grande incertezza anche tra il personale.” Saremo vicini ai lavoratori – promette la segretaria Flc – per rassicurarli e sostenerli. Ci saranno docenti e Ata costretti a cambiare sede, e ci saranno figure che perderanno il posto, penso ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi. È una situazione molto critica”.
A complicare il tutto, il fatto che in questi giorni le scuole siano impegnate negli open day per le famiglie. “Stanno presentando progetti educativi che inevitabilmente subiranno cambiamenti profondi – conclude Magini – soprattutto laddove una scuola viene smembrata. Ancora una volta, l’opinione pubblica viene informata quando tutto è già deciso. Noi abbiamo sempre cercato il confronto, ma abbiamo trovato porte chiuse. Questo però non ci fermerà: continueremo a difendere la scuola pubblica e il nostro territorio”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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