Affitti brevi, verso una proroga sul cambio di destinazione d’uso: la Regione prepara una nuova legge

Marras e Boni rispondono all’interrogazione di Fratelli d’Italia: “Norma legittima, ma servono tempi più lunghi e regole più chiare per Comuni e operatori”

Di Lorenzo Agnelli | 25 Febbraio 2026 alle 14:00

La Regione Toscana è al lavoro per modificare e integrare la disciplina sul cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati agli affitti brevi e alle strutture extra-alberghiere. Lo hanno annunciato gli assessori a economia e turismo Leonardo Marras e a infrastrutture e trasporti Filippo Boni, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia sull’articolo 41 della legge regionale 61 del 2024.

La norma prevede che, a partire dal 1° luglio 2026, le strutture extra-alberghiere già esistenti, come affittacamere, bed and breakfast, case vacanze e residenze d’epoca, debbano avere una destinazione d’uso turistico-ricettiva e non più residenziale. Una misura che ha sollevato preoccupazioni tra operatori e amministrazioni comunali per le possibili difficoltà urbanistiche.

Gli assessori hanno innanzitutto chiarito che la disciplina regionale è pienamente legittima. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 186 del 2025, ha infatti confermato la validità della scelta della Regione, sottolineando la coerenza tra la gestione imprenditoriale delle strutture ricettive e l’obbligo di una corretta destinazione urbanistica degli immobili.

Secondo Marras e Boni, le criticità non riguardano il principio della norma, ma soprattutto la fase transitoria. “La disposizione – spiegano – non altera equilibri e carichi urbanistici, poiché si applica a immobili già utilizzati come strutture turistico-ricettive. Serve piuttosto ad allineare la situazione di fatto a quella di diritto”. Inoltre, l’eventuale divieto previsto nei piani operativi comunali per nuove strutture non verrebbe aggirato, trattandosi di attività già insediate prima delle limitazioni.

Proprio per rispondere alle preoccupazioni di Comuni e operatori, la Regione sta predisponendo una proposta di legge che interverrà sulla norma transitoria del Testo Unico sul turismo. In particolare, sarà prevista una proroga dei termini oltre la scadenza del 1° luglio 2026; verrà chiarito che per le attività già in esercizio il cambio di destinazione d’uso avverrà senza necessità di varianti urbanistiche comunali; sarà escluso il pagamento degli oneri di urbanizzazione; e sarà consentito, in caso di cessazione dell’attività ricettiva, il ripristino della destinazione residenziale, compatibilmente con i piani comunali vigenti.

Sulla risposta della Giunta è intervenuto anche il consigliere regionale di FdI Jacopo Cellai, che ha sottolineato come il chiarimento fornito dall’assessore rappresenti un elemento di rassicurazione per gli operatori del settore: “Chi oggi svolge attività imprenditoriale nel comparto extra-alberghiero temeva di non poter ottenere il cambio di destinazione d’uso necessario per continuare a lavorare. L’assessore ha spiegato che questo passaggio avverrà in deroga agli strumenti urbanistici comunali, garantendo così la possibilità di proseguire l’attività”.

Secondo Cellai, inoltre, la scadenza del 1° luglio 2026 sarà con tutta probabilità posticipata con una nuova proposta di legge già assegnata agli uffici competenti.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di assicurare un quadro normativo certo e uniforme, capace di tenere insieme pianificazione territoriale, tutela degli operatori economici e diritti dei proprietari, accompagnando il sistema turistico toscano verso un assetto più chiaro e ordinato.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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