Si è svolto questa mattina all’Enoteca Italiana di Siena il convegno promosso dal Dipartimento regionale toscano della Lega dal titolo “Agricoltura, nuove tendenze e nuovi mercati tra luci e ombre”, un momento di confronto sul futuro del settore primario alla vigilia della nuova Politica agricola comune post-2027.
Al centro del dibattito, soprattutto, il tema della prossima PAC 2028-2034 e quello degli accordi commerciali internazionali, a partire dal Mercosur. A fare il punto è stato il senatore Giorgio Maria Bergesio, responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura della Lega, che ha ribadito la linea del partito: “Noi abbiamo detto da subito no ai trattati internazionali se non c’è un principio di reciprocità produttiva chiaro e trasparente. Non possiamo permettere che l’agricoltura italiana venga messa in difficoltà da prodotti che arrivano da Paesi dove si utilizzano metodi vietati in Europa, come ormoni e pesticidi, con costi di produzione molto più bassi”.
Secondo Bergesio, la nuova PAC dovrà tornare ad essere uno strumento forte di tutela degli agricoltori: “La Politica agricola comune deve essere un fondo a parte che riconosca gli agricoltori come custodi dell’ambiente e del territorio. Servono meno burocrazia, risorse certe, sostegno al reddito e un vero ricambio generazionale. I giovani vanno premiati e aiutati, così come vanno contrastate le pratiche commerciali sleali”.
Il senatore ha poi richiamato anche le recenti proteste degli agricoltori a Bruxelles: “Hanno protestato sia per la PAC sia per il Mercosur. Il governo ha accettato il confronto europeo mettendo però paletti forti su reciprocità e risorse. Difendere l’agricoltura italiana significa garantire le stesse regole sul piano ambientale, sociale e produttivo“.
Sul fronte dei dazi statunitensi, Bergesio ha minimizzato gli effetti: “È stata fatta un’ottima azione da parte del governo per limitare i danni. I primi numeri ci dicono che l’impatto non è stato così pesante, né per il vino né per i formaggi. Dobbiamo invece aprirci a nuovi mercati, penso al Medio Oriente, all’India e anche ad alcune opportunità che possono venire dagli accordi internazionali, purché tutelino le nostre produzioni”.
Un tema, quello dei mercati esteri, che secondo il senatore deve andare di pari passo con la valorizzazione del Made in Italy: “Se la cucina italiana è patrimonio Unesco, allora anche la produzione agricola va riconosciuta e collegata in filiera“.
A introdurre i lavori è stata Rosanna Zari, coordinatrice regionale del Dipartimento Agricoltura della Lega, che ha spiegato l’obiettivo dell’iniziativa: “Siamo nelle fasi iniziali di discussione sulla nuova PAC ed è importante che anche gli agricoltori facciano sentire la loro voce. Vogliamo capire come cambierà la politica agricola europea e italiana, affrontando temi come reddito agricolo, mercati globali, sostenibilità e innovazione“.
Tra i saluti istituzionali, quelli dell’assessore al Patrimonio del Comune di Siena Massimo Bianchini, che ha sottolineato il valore simbolico dell’Enoteca Italiana scelta come della sede del convegno: “È importante che questo luogo torni ad essere uno spazio di confronto sulla cultura dell’agricoltura. Qui, nel 1888, si tenne la prima mostra-mercato di prodotti agricoli: oggi riprendiamo quella tradizione”.
Il convegno ha visto anche gli interventi di rappresentanti del mondo agricolo e delle istituzioni, con un focus sugli strumenti finanziari e sulle prospettive per i giovani agricoltori, in un momento in cui il settore è chiamato a misurarsi con costi crescenti, concorrenza internazionale e cambiamenti climatici.