Oltre al dazio pagato alla pandemia, il settore agricolo deve fare i conti con gli effetti della guerra in Ucraina. Una situazione decisamente complessa per tutto il comparto agroalimentare. La mancanza di materie prime, i prezzi esorbitanti dei prodotti e dell’energia, così come le politiche adottate negli ultimi decenni sono alla base delle difficoltà che gli agricoltori stanno subendo in questo delicato momento storico.
Anche il settore agroalimentare italiano e dell’Unione Europea intera deve far fronte alla difficoltà legata alla reperibilità delle materie prime ma anche all’impennata dei loro prezzi. La situazione del comparto agricolo è estremamente complessa e a causa delle tensioni geopolitiche è destinata a peggiorare, una questione che riguarda principalmente i cereali, le colture specializzate e i seminativi.
“Una serie di combinazioni negative – ha detto a Siena Tv Gianluca Cavicchioli direttore dell’Unione provinciale agricoltori di Siena – ha comportato questa grossa criticità sia per la disponibilità di materie prime per la coltivazione, sia per la riduzione di generi alimentari. Scontiamo forse una poco lungimirante programmazione e crediamo anche che abbia poco senso ora dover ricorrere a soluzioni strane o improvvisate”.
Le ragioni sono sicuramente riconducibili alla crisi internazionale in atto, ma anche ad alcune scelte politiche sbagliate alle quali serve dare un cambio di rotta strutturale, non attraverso spot o ristori che risolvono i problemi solo a breve termine, servono piuttosto risposte efficaci che pianifichino, dalla base, il futuro.