Quasi 600 milioni di euro mobilitati per fronteggiare le conseguenze delle alluvioni che hanno colpito la Toscana dal 29 ottobre 2023 al 14 marzo 2025. È il bilancio aggiornato presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme al direttore della Protezione civile regionale Giovanni Massini.
Un impegno finanziario senza precedenti, che tiene insieme interventi di emergenza, opere di somma urgenza, messa in sicurezza del territorio e ristori a cittadini e imprese.
“Dobbiamo monitorare costantemente la situazione – ha spiegato Giani – e posso dire che sulle pratiche di rimborso e sull’impostazione dei lavori sono stati fatti notevoli passi avanti. Il meccanismo sta finalmente iniziando a funzionare”.
Il quadro complessivo
Nel dettaglio, le risorse stanziate ammontano a:
-
526,7 milioni di euro per emergenze, somme urgenze e rischio residuo
-
71,9 milioni di euro per ristori a cittadini e imprese
Per un totale complessivo di 598,6 milioni di euro.
Secondo Giani, resta però un nodo politico e amministrativo centrale: “È fondamentale che il Governo nomini quanto prima il commissario per la ricostruzione. Con procedure ordinarie i lavori rischiano rallentamenti continui. Servono strumenti straordinari”.
Gli eventi alluvionali
Evento 29 ottobre – 2 novembre 2023
È stato l’episodio più grave degli ultimi anni:
-
333,4 milioni di euro per emergenza e messa in sicurezza
-
66 milioni di euro per danni a cittadini e attività produttive
Sono state registrate oltre 8.500 domande di privati, con più di 26 milioni già liquidati grazie alla legge regionale.
Giani ha ricordato come la Regione abbia anticipato risorse proprie: “Con 3.000 euro di contributo siamo riusciti ad aiutare circa 11.000 famiglie, con una procedura molto più rapida rispetto a quella statale”.
Eventi settembre – ottobre 2024: il nubifragio di Siena
È su questo passaggio che si concentra l’attenzione della Regione, perché tra il 17 settembre e il 26 ottobre 2024 si sono verificati episodi meteo estremi che hanno colpito duramente diversi territori, in particolare il nubifragio del 18 ottobre che ha investito la città di Siena.
Per questi eventi sono stati stanziati:
-
35,1 milioni di euro per interventi di emergenza e messa in sicurezza
-
1,74 milioni di euro per danni a cittadini e imprese
Sul fronte dei ristori:
-
262 soggetti richiedenti
-
Fabbisogno complessivo di 2,9 milioni di euro
-
Piano approvato per 1,74 milioni di euro
Centinaia gli interventi già conclusi, in corso o in fase di avvio. Un segnale concreto dopo una delle giornate più drammatiche per Siena, colpita da piogge eccezionali che hanno provocato allagamenti diffusi, danni a case, attività economiche e infrastrutture urbane.
Evento 12–14 febbraio 2025
-
7,56 milioni di euro per emergenze e somme urgenze
-
307 mila euro per ristori
Sono 39 gli interventi di somma urgenza approvati e 161 le richieste di contributo presentate.
Evento 14 marzo 2025
-
150,6 milioni di euro per emergenza e rischio residuo
-
3,88 milioni di euro per ristori
Il piano prevede 506 interventi complessivi, tra opere immediate e messa in sicurezza.
La richiesta al Governo
Il presidente Giani ha ribadito che l’impegno economico stimato per la ricostruzione dopo i cinque eventi calamitosi era inizialmente di 2,5 miliardi di euro, ma che al momento le risorse effettivamente stanziate si fermano a circa 600 milioni. “Abbiamo fatto un grande lavoro sui rimborsi, anche quelli statali stanno finalmente prendendo ritmo. Ora serve accelerare sui lavori: senza un commissario per la ricostruzione rischiamo di perdere tempo prezioso”.
Particolare attenzione è rivolta anche ai 66 milioni di fondi europei, già individuati ma ancora in attesa di essere sbloccati dal Governo.
Un’emergenza che diventa strutturale
Il bilancio tracciato dalla Regione racconta una Toscana sempre più esposta a eventi meteo estremi.
Dalle alluvioni dell’autunno 2023 al nubifragio di Siena dell’ottobre 2024, fino agli episodi del 2025, il quadro è quello di una emergenza che tende a trasformarsi in normalità.
E proprio per questo, sottolinea Giani, non basta più intervenire solo dopo i disastri: “Serve una strategia di prevenzione, messa in sicurezza e ricostruzione rapida. I ristori stanno arrivando, ma il vero banco di prova sarà la capacità di completare i lavori”.
