Grande successo per Alice nel Paese delle Meraviglie ai Rinnovati. Ancora un sold out, il ventiduesimo di questo 2025/2026, per la stagione da record dei Teatri di Siena diretta da Vincenzo Bocciarelli. Grande risposta, ancora una volta, del pubblico senese per lo spettacolo in programma in questo weekend: il musical Alice nel Paese delle Meraviglie, con la regia di Andrea Cecchi, è andato in scena sul palco dei Rinnovati con il tutto esaurito in tutte e tre le repliche, con l’ultima prevista per domani.
Uno spettacolo capace di conquistare grandi e piccoli, grazie a una miscela travolgente di musica, costumi, scenografie e interpretazioni che trasportano lo spettatore in un mondo sospeso tra sogno e realtà, dove tutto può accadere e dove la fantasia diventa il linguaggio principale.
A guidarci in questo viaggio è Alice, interpretata da Benedetta Boschi, che per la rubrica Su il Sipario, racconta come questo spettacolo continui a sorprendere anche chi lo vive da protagonista: “È sei anni che portiamo in scena questo musical e ogni sera, ogni volta che lo riportiamo sul palco, scopro qualcosa di nuovo. È davvero un mondo meraviglioso, sempre una scoperta”.
Per Benedetta, Alice non è solo un ruolo, ma un percorso di crescita personale e artistica: “Con questa compagnia sono cresciuta. Per me è una famiglia vera e propria. Ci supportiamo a vicenda ed è stato bellissimo continuare a crescere insieme”. Un legame che si percepisce anche dalla platea, dove la sintonia del cast diventa energia pura.
Entrare nel Paese delle Meraviglie significa per lei essere catapultata in una dimensione altra: “È un mondo colorato, magico. Anche se siamo in un teatro, con le scenografie, sembra sempre di essere in un’altra dimensione. Io mi immedesimo tantissimo in tutto questo”. La sfida più grande? “Trovare l’equilibrio: Alice è una bambina, ma non deve diventare infantile. Deve avere anche una testa adulta. È una ricerca continua, sera dopo sera”. E ogni sera c’è un momento che colpisce più di altri: “Il finale ti dà quella botta emotiva… senza spoilerare, ti fa dire: ok, ci siamo”. Quanto al messaggio dello spettacolo, la protagonista è chiara: “È uno spettacolo adatto a tutti. Ogni età lo interpreta in modo diverso: i bambini restano incantati dai colori, dai personaggi, dalle scene; gli adulti colgono significati più profondi. Ed è proprio questo il bello”.
Se Alice è la nostra guida, la Regina di Cuori è la tempesta emotiva che travolge il pubblico. A interpretarla è Claudia Naldoni, che racconta: “La Regina entra in scena nel secondo tempo ed è un turbinio. Arriva di botto: la vedi, la senti. È tutta rossa, tutta colorata, fortissima. Essendo l’antagonista, deve farsi notare”. Un personaggio che ama interpretare: “Mi piacciono i cattivi, mi danno tanta energia. Ma questo è un cattivo particolare: isterico, folle, con mille sfaccettature. Taglia teste per qualsiasi non motivo”. E poi il rapporto con il pubblico: “È un personaggio che destabilizza, ma piace tantissimo, soprattutto agli adulti. Le canzoni sono forti, rock. Si sente proprio l’energia in sala”.
Il Cappellaio Matto, interpretato da Simone Marzola, sorprende per la sua profondità: “È matto, certo, ma anche molto maturo. In questo spettacolo è lui a dare l’insegnamento alla protagonista”. Un personaggio amatissimo dal pubblico e, proprio per questo, carico di responsabilità:”Ho voluto fare tabula rasa, non ispirarmi a niente di già visto. Ho costruito questo Cappellaio partendo da me”. Nel tempo, replica dopo replica, il personaggio si è trasformato: “Ci ho messo tanto di me. E negli anni tante cose si sono aggiunte. Volevo che fosse vero, reale, non solo una maschera”. E poi la magia del musical: “La prima volta che siamo saliti sul palco con scenografie e costumi sono rimasto a bocca aperta. È quello che mi piace sentire dal pubblico: quei momenti in cui percepisci il silenzio, lo stupore, il respiro della sala”.
A incarnare più anime del Paese delle Meraviglie è Lapo Braschi, che interpreta il Bruco, l’Asso e il Giudice: “Sono personaggi sopra le righe, colorati, divertenti. La sfida è renderli diversi tra loro, ma senza appesantirli. Qui la magia sta proprio nel gioco”. E il pubblico? “Lo sentiamo tantissimo. In certi momenti si percepisce proprio il respiro della platea all’unisono. Le risate, gli applausi. Ogni sera è diversa”. E ciò che spera rimanga: “Il ricordo di una bella serata a teatro. E la voglia di tornare, perché il teatro va vissuto”.
Ed è proprio questo che Alice nel Paese delle Meraviglie riesce a fare: trasformare una sera qualunque in un’esperienza, in un viaggio, in una sospensione dalla realtà. Uno spettacolo che non si limita a raccontare una storia, ma invita lo spettatore a entrarci dentro. E Siena, ancora una volta, ha risposto con un lungo, convinto tutto esaurito.