Si avvicina il Consiglio regionale del 31 marzo e, accanto al tema della variazione di bilancio per la sanità, torna al centro del dibattito politico la vicenda delle assunzioni universitarie sostenute dall’Azienda ospedaliero-universitaria senese. A rilanciare il caso è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, che ha annunciato un’interrogazione alla Giunta per fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Il nodo resta quello già sollevato nelle settimane scorse: l’impiego di fondi del servizio sanitario regionale per finanziare posti di docenza all’Università di Siena. Una scelta che Tucci torna a contestare, soprattutto alla luce delle richieste complessive sul bilancio.
“Da una parte – spiega – si chiedono 80 milioni dal previsionale 2026, dall’altra si vogliono spendere 30-40 milioni per nuovi posti alla Facoltà di Medicina. C’è qualcosa che non torna. Le scuole che rischiano la chiusura sono quattro o cinque e in quei casi manca un solo docente – il consigliere chiarisce di non essere contrario al rafforzamento delle Scuole di specializzazione, ma invita a ridimensionare l’intervento -. Il resto è tutto da rivedere”.
Al centro dell’interrogazione c’è dunque una richiesta precisa: trasparenza sui fondi e sulla loro destinazione. Secondo Tucci, se la Regione intende sostenere l’università, deve farlo attraverso canali appropriati e non utilizzando risorse destinate alla sanità: “Se dobbiamo sostenere l’Università di Siena – afferma – dobbiamo farlo con fondi gestiti dall’assessorato competente sui rapporti con l’università, non con il Fondo sanitario regionale”.
Da qui la richiesta di audizione in Commissione: “Chiederemo che l’assessora venga ascoltata in Commissione Cultura e in quella Sanità, anche congiunte, per capire quali finanziamenti sono stati e saranno erogati alle università toscane”.
Ma la questione, nelle parole del consigliere di Fratelli d’Italia, assume anche un significato più ampio e tocca lo stato di salute dell’Ateneo senese. Tucci parla apertamente di possibili criticità nella programmazione universitaria, pur senza entrare nel merito: “L’Università di Siena ogni tanto ha momenti di debolezza programmatica. È già stata salvata in passato dalla Regione con l’acquisto del Policlinico”.
Un passaggio che apre un interrogativo politico: perché intervenire proprio sulla facoltà di Medicina, tradizionalmente tra le più attrattive e finanziate?
“Mi sembra strano – osserva – che si debba finanziare Medicina, che è la facoltà che porta più studenti e più risorse dal fondo universitario. Il rischio è che mettendo in sicurezza Medicina con il fondo sanitario regionale si liberino risorse universitarie per altri settori”.
Un tema che, secondo Tucci, merita un confronto più ampio e trasversale. Non a caso il consigliere richiama anche le recenti prese di posizione di Sinistra Italiana Siena, che hanno espresso preoccupazione sul ruolo dell’università nel territorio.
“L’università è decisiva – conclude – è ciò che fa la differenza tra essere una cittadina e una città. Proprio per questo va tutelata, forse anche dai suoi stessi protagonisti”.