Il dibattito sulle assunzioni universitarie sostenute dall’Azienda ospedaliero-universitaria senese entra nel vivo dello scontro politico. Dopo la presa di posizione del capogruppo Pd in Consiglio regionale Simone Bezzini, che ha difeso l’accordo Aous–Università di Siena come una “scelta strategica per il futuro della sanità pubblica”, arriva la replica dura del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, che mette in discussione metodo, risorse e responsabilità.
Nel mirino di Tucci c’è innanzitutto il ruolo del direttore generale dell’Aous Antonio Barretta, promotore delle assunzioni universitarie sostenute economicamente dall’azienda sanitaria. “Barretta, che notoriamente io contrasto ogni tanto, ha però preso le veci dell’università – afferma –. Il problema vero è che l’Università non ha una strategia per tenere insieme le Scuole di specializzazione e per mantenere viva la facoltà di Medicina”.
Secondo il consigliere di FdI, la scelta di ricorrere alle risorse del servizio sanitario regionale è il sintomo di una crisi mai davvero affrontata. Tucci richiama le difficoltà strutturali del passato, dalla crisi del 2007 all’acquisto del Policlinico da parte della Regione per 108 milioni di euro, e pone una domanda politica netta: “Negli ultimi dieci anni cosa è stato fatto, una volta prese atto di queste criticità? Temo molto poco, se oggi dobbiamo ricorrere alle assunzioni da parte del servizio sanitario regionale”.
Il punto di scontro non è l’esistenza della facoltà di Medicina o delle Scuole di specializzazione, che Tucci dice di considerare “indispensabili”. “Certo che Medicina deve stare a Siena – sottolinea –, certo che le Scuole di specializzazione devono vivere, prosperare e aumentare. Ma il nodo centrale è un altro: l’origine delle risorse“.
“I 30-40 milioni che mettiamo sul piatto per questo risultato – accusa – provengono da un fondo improprio, il Fondo sanitario regionale, che dovrebbe essere utilizzato per l’assistenza”. Una scelta che, secondo Fratelli d’Italia, rischia di sottrarre risorse a un sistema già sotto pressione.
Da qui il collegamento con un altro tema caldo dell’agenda regionale: le Case di Comunità. “Stanno per aprirne 70 – ricorda Tucci – e siamo stati rassicurati sul fatto che saranno pronte. Ma noi non siamo affatto sicuri che lo saranno”. Il consigliere annuncia verifiche sul campo già nei prossimi mesi e fissa una data spartiacque: “Il 31 marzo è il termine ultimo. Dal primo aprile dovrebbe funzionare tutto. Non ce lo auguriamo, ma verificheremo”.
Le parole di Tucci si contrappongono frontalmente alla linea espressa da Bezzini, che ha difeso l’accordo Aous–Unisi come uno strumento necessario per salvaguardare le Scuole di specializzazione, il Policlinico Le Scotte e la capacità del territorio senese di attrarre e formare nuovi medici, parlando di una scelta “vitale per il sistema sanitario pubblico”.
Due visioni opposte, dunque, che fotografano una frattura politica profonda: da un lato chi vede nell’integrazione tra sanità e università una leva strategica per il futuro di Siena, dall’altro chi denuncia il rischio di un corto circuito finanziario che finisce per scaricare sulla sanità pubblica responsabilità e costi che, secondo l’opposizione in Regione, dovrebbero ricadere sull’università e sulla programmazione regionale. Uno scontro destinato a proseguire, dentro e fuori il Consiglio regionale.