Il mese di febbraio 2026 regala agli appassionati di astronomia e ai semplici curiosi, un raro evento astronomico una “parata planetaria“. Questo fenomeno si manifesta quando diversi pianeti del nostro sistema solare si dispongono lungo una linea immaginaria visibile dalla Terra e raggiungerà il suo culmine tra il 26 e il 28 febbraio.
Ne parliamo con Alessandro Marchini, direttore dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena, intervenuto in diretta a ‘Buongiorno Siena’, che mette ordine tra “titoloni” e realtà osservativa, con consigli pratici su come guardare il cielo nelle prossime sere.
È davvero un allineamento?
No. I pianeti non si dispongono in una fila perfetta nello spazio: ciò che vediamo è la loro proiezione lungo l’eclittica, la grande curva che attraversa il cielo. Marchini invita all’entusiasmo, ma senza esagerazioni.
“La parata dei pianeti è già iniziata. Questi sei pianeti sono già visibili, però serve il cielo sereno. Non è un vero allineamento: un allineamento “da libro di scuola” accade ogni molti milioni di anni”.
Quando e dove guardare
L’occasione migliore è subito dopo il tramonto, nei primissimi istanti di buio. A ovest, bassissimi sull’orizzonte, si troveranno Venere (brillantissima) e Mercurio (elusivo), insieme a Saturno e, per chi ha strumenti, Nettuno. Spostando lo sguardo verso sud si intercettano Urano e, più in alto tra i Gemelli, un Giove luminosissimo. Tra il 26 e il 28 febbraio la Luna farà da guida proprio vicino a Giove.
“Quattro pianeti saranno molto vicini all’orizzonte ovest subito dopo il tramonto, poi tramonteranno a loro volta. Il 26 la Luna sarà a destra di Giove, il 27 a sinistra, il 28 ancora più spostata: tutti disposti lungo l’eclittica”.
Cosa si vede a occhio nudo (e cosa no)
A occhio nudo i pianeti “classici” sono cinque, ma in questo momento Marte è inosservabile perché dietro il Sole. Restano quindi Venere, Mercurio, Giove e Saturno; Urano e Nettuno richiedono un telescopio. Terra compresa, i pianeti in gioco sono sette, ma non tutti effettivamente osservabili senza strumenti.
“Urano e Nettuno non si vedono a occhio nudo. Questa “parata” è soprattutto per chi ha un telescopio. Mercurio sarebbe visibile, ma è troppo vicino al Sole e cala rapidissimo”.
Rarità e proporzioni
Vedere molti pianeti distribuiti lungo mezzo cielo non è un evento eccezionale. Diverso sarebbe concentrarli in un ventaglio stretto: quello sì è raro.
“Tutti i pianeti in un ventaglio ridotto a meno di 90 gradi capita circa ogni 500 anni. Non lo nego: è una rarità. Ma qui parliamo di una disposizione ampia, e senza Urano e Nettuno a occhio nudo”.
Gli anelli di Saturno: cambia la prospettiva
Per chi dispone di un telescopio, resta irresistibile la coppia Giove-Luna e, quando possibile, gli anelli di Saturno, che in questo periodo mostrano un’inclinazione in evoluzione.
“Se venite a trovarci vi faccio vedere gli anelli di Saturno e le lune di Giove: sono emozionanti. La prospettiva degli anelli sta cambiando in questo 2026”.
Niente effetti sulla nostra vita
Le configurazioni planetarie non hanno alcun influsso sulle vicende quotidiane. Ma sono un invito potente a guardare in su.
“Questa parata non ha nessun influsso sulle nostre vite: è solo una bella occasione per alzare gli occhi al cielo”.
I prossimi appuntamenti del 2026
A metà febbraio si verifica un’eclissi anulare di Sole, visibile però solo dall’Antartide. Molto attesa l’eclissi totale del 12 agosto: in Italia sarà parziale e al tramonto, mentre in Spagna sarà totale. La stessa notte è tra le migliori per le Perseidi.
“In Spagna l’eclissi del 12 agosto sarà totale: il Sole nero, buio di giorno, poi il tramonto e, dopo, le stelle cadenti. Occasioni perfette per iniziative con l’Osservatorio e gli astrofili senesi”.
E gli asteroidi?
Nessun allarme: i sorvegliati speciali non minacciano la Terra. La comunità scientifica resta vigile, e ogni fenomeno è un pretesto per fare divulgazione.
“Gli asteroidi ci sono sempre, ma non c’è nessuno che ci minacci. Approfittiamo di questi eventi per invitare tutti ad alzare gli occhi al cielo”.
Morale finale: meno titoloni e più cielo vissuto. La “parata” è soprattutto questo — un promemoria collettivo a cercare Venere nel chiarore del tramonto, Giove alto tra i Gemelli e, quando possibile, il filo degli anelli di Saturno.