Autotrasporto, un 2026 in salita: Santoni (CNA FITA) tra accise, rincari e rischio speculazioni

Il presidente nazionale CNA FITA analizza l’impatto della Legge di Bilancio 2026 sul settore: “Aumento tutto insieme, penalizzati i piccoli mezzi. Così si mette in difficoltà chi lavora”

Di Lorenzo Agnelli | 17 Gennaio 2026 alle 10:00

L’inizio del 2026 si apre con più ombre che luci per il mondo dell’autotrasporto. A tracciare un’analisi netta è Michele Santoni, presidente nazionale CNA FITA, che commenta gli effetti della Legge di Bilancio 2026, a partire dal forte aumento delle accise sul gasolio, oggi tra le più alte in Europa.

“Non è stato un anno di buon auspicio – spiega Santoni – perché il nostro settore convive da tempo con problemi strutturali e cronici. Questo aumento delle accise arriva in un momento già complesso. Un incremento che era noto e concordato a livello ministeriale, ma che avrebbe dovuto essere graduale. Si parlava di un aumento di un centesimo e mezzo l’anno per tre anni, per arrivare a 4,5 centesimi complessivi. Invece ci siamo trovati tutto l’aumento concentrato subito nella legge di bilancio“.

Un colpo che pesa in modo diverso all’interno del comparto. “Una parte del mondo dell’autotrasporto – chiarisce Santoni – riuscirà a recuperare economicamente questo aumento grazie al meccanismo del rimborso delle accise. Oggi siamo intorno ai 21-22 centesimi al litro: ogni trimestre le aziende possono presentare domanda all’Agenzia delle Dogane e ottenere il rimborso. Nella prossima dichiarazione, questo beneficio aumenterà di 4,5 centesimi”.

Ma la nota dolente riguarda chi resta escluso. “Non tutti percepiranno questo beneficio – avverte – rimangono fuori i mezzi sotto le 7,5 tonnellate e quelli più datati. E parliamo di una fetta enorme del nostro settore”. Per Santoni è una discriminazione da superare: “Anche i mezzi più piccoli usano gasolio per professione. Fanno lo stesso lavoro, trasportano merci, ma con un tonnellaggio diverso. Devono avere diritto al gasolio professionale”.

Quattro centesimi e mezzo, apparentemente pochi, diventano una cifra importante su base annua. “Un nostro mezzo consuma in media 30-33 mila litri di gasolio all’anno – ricorda – questo significa un aumento netto dei costi energetici, tutto insieme, che incide pesantemente sui bilanci delle aziende”.

A preoccupare è anche il rischio di speculazioni. “Ogni volta che si parla di aumento delle accise – osserva Santoni – si apre la porta a dinamiche speculative di mercato. Non mi riferisco ai gestori dei distributori, ma a un meccanismo generale: quei 4,5 centesimi teorici spesso diventano di più. È un danno economico e crea instabilità“.

Alla stangata sul carburante si aggiunge quella sui pedaggi autostradali. “Ci sarà un aumento medio dell’1,5% – spiega – su una rete che è già tra le più care d’Italia e con servizi spesso inadeguati. È un aumento che non fa bene, soprattutto in territori con gravi carenze infrastrutturali”.

Non mancano però alcuni elementi positivi, frutto dell’azione sindacale. “Come CNA – conclude Santoni – siamo intervenuti sugli emendamenti alla legge di bilancio. Inizialmente era previsto che i crediti derivanti dal rimborso delle accise non potessero essere compensati con i versamenti Inps e Inail. Sarebbe stato un colpo durissimo sulla liquidità delle aziende. Ci siamo battuti, abbiamo ottenuto rassicurazioni e oggi quell’emendamento è stato corretto: i crediti possono continuare a essere compensati. È una boccata d’ossigeno, anche se il quadro generale resta molto difficile”.

Un 2026 che, per l’autotrasporto, si annuncia dunque come un anno di resistenza più che di rilancio.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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