Banca Mps, terza lista in corsa: Lovaglio torna in partita

Plt Holding lo candida ad e propone Bisoni presidente

Di Redazione | 22 Marzo 2026 alle 11:00

Banca Mps, terza lista in corsa: Lovaglio torna in partita

Saranno tre le liste che correranno per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Mps. E la terza, la più attesa e incerta, è arrivata a poche ore dal termine per la presentazione delle candidature rimettendo in gioco il ceo, Luigi Lovaglio, escluso a sorpresa dalla lista del cda, lo scorso 4 marzo. A depositare la lista ‘lunga’ di dodici componenti che rilancia il banchiere lucano per l’incarico di ad e propone per la presidenza, Cesare Bisoni, che ha rivestito analogo incarico in Unicredit, è stata Plt Holding, la società di partecipazioni della famiglia Tortora, titolare dell’1,2% del Monte.

Una quota frutto dell’adesione all’ops su Mediobanca, un progetto che il presidente Pierluigi Tortora aveva convintamente sostenuto, contribuendo allo sgretolamento del patto di Piazzetta Cuccia. La rosa si mette in competizione con la lista del board, che ha proposto per l’incarico di ad una terna di nomi – l’ex ad di Intesa, Corrado Passera, il ceo di Acea, Fabrizio Palermo, e l’ex responsabile Est Europa di Unicredit, Carlo Vivaldi – e per la presidenza ha confermato Nicola Maione. E proprio Lovaglio appare al centro del progetto: “E’ – spiega Pierluigi Tortora – la persona che ha guidato la banca con successo nel completamento dell’azione di ristrutturazione avviata in passato e ha dato un contributo essenziale nel tracciare le linee di sviluppo del prossimo futuro”.

La lista intende perciò “rafforzare la continuità di un disegno”, quello dell’integrazione con Mediobanca, “che ha un grande valore strategico, contribuire ad una governance solida ed equilibrata in grado di accompagnare la banca nella realizzazione del progetto trasformativo più importante della sua storia”. Tortora parla di una lista “aperta” e “rivolta a tutti gli azionisti che si riconoscano” in questi obiettivi. Con Lovaglio e Bisoni vengono candidati la consigliera di Cdp, ex presidente di Bper ed ex vice dg dell’Ivass, Flavia Mazzarella, il presidente di Banor Sim ed ex ad di Banca Imi, Carlo Corradini, l’ex vice dg di Mediobanca ed ex direttore del business di Cdp, Massimo Di Carlo, la consigliera di Cdp Venture Capital Sgr ed esperta di governance, Livia Amidani Alberti, l’avvocato d’affari Patrizia Albano, l’ex vice presidente di Stm Investments, Andrea Cuomo, la professoressa ed esperta di cybersecurity, Paola Girdinio, il manager della finanza Paolo Massimo Martelli, ex senior advisor dell’Ifc alla Banca Mondiale, l’ex ceo di Bank of Alexandria, Dante Campioni, e Paola Leoni Borali, con esperienza di board e governance. Obiettivo della lista è sostenere “il completamento” del piano di Mps mettendo a disposizione “competenze variegate” utili “ad accelerare” i suoi effetti e “a cogliere le opportunità di crescita esterna che dovessero presentarsi”, afferma Plt Holding, che per il collegio sindacale ha proposto Monica Vecchiati e Francesca Sandrolini. Ora la partita si giocherà in assemblea, il 15 aprile, dove troveranno applicazione per la prima volta le regole della Legge Capitali.

La lista del cda – che se vincesse sarà oggetto di una seconda votazione sui singoli candidati che serve per definire solamente chi entra nel cda – potrebbe godere del sostegno del gruppo Caltagirone (11,4%), che vi esprime due suoi manager, tra cui Alessandro Caltagirone. Da vedere, tra i grandi azionisti, come voteranno Delfin – che con il suo 17,5% potrebbe essere decisiva ma sulla cui astensione molti scommettono – e Banco Bpm (3,7%) che, al pari di Mps, ha adottato la strada della lista del cda. Il Ministero dell’Economia, con il suo 4,9%, ha detto recentemente la premier Giorgia Meloni, è fuori dalla governance. Soprattutto bisognerà capire su quanti voti possa contare Lovaglio, reduce da giornate di incontri con gli investitori. Ago della bilancio sarà il mercato, che ha in mano quasi il 60% di Mps e avrà anche l’opzione di votare per la lista di Assogestioni, in corsa per i tre posti riservati alle minoranze



Articoli correlati