Banco Alimentare della Toscana, a Siena la tappa del trentennale: “Una rete che sostiene oltre 110mila persone e 8mila tonnellate di prodotti”

Nella sede della Misericordia di Siena l’incontro tra istituzioni e volontariato: focus su povertà in crescita e lotta allo spreco alimentare

Di Lorenzo Agnelli | 28 Marzo 2026 alle 13:00

Trenta anni di attività, di impegno quotidiano e di rete costruita sul territorio. Il Banco Alimentare della Toscana ha fatto tappa questa mattina a Siena, nella sede della Misericordia di Siena, per celebrare il proprio trentennale con un momento di confronto tra istituzioni, realtà ecclesiali e mondo del volontariato.

Attivo dal 1996, il Banco Alimentare opera nel recupero delle eccedenze e nella loro redistribuzione a enti caritativi e strutture di accoglienza. Una rete che oggi coinvolge oltre 500 organizzazioni e raggiunge ogni anno più di 110mila persone, confermandosi come uno dei principali presìdi di solidarietà in Toscana.

Sono stati 30 anni importanti e belli – ha sottolineato il presidente Leonardo Berni – vissuti con una compagnia di amici che mi ha insegnato ad avere attenzione al bisogno delle persone e anche a ciò che gestiamo, quindi anche al cibo. Siamo partiti quasi per scherzo da un piccolo magazzino e oggi siamo in una struttura di 4mila metri quadri, aiutiamo 535 strutture caritative che complessivamente assistono 110mila persone e distribuiamo 8mila tonnellate di prodotti alimentari all’anno”.

Un’evoluzione significativa che, però, non ha cambiato lo spirito originario: “È diventata una realtà grande – ha aggiunto Berni – ma che mantiene lo slancio iniziale, quella bellezza nel fare questa attività”.

Guardando al presente, resta centrale il tema della povertà. “I nostri occhi sono rivolti a queste persone – ha spiegato ancora Berni – ma negli ultimi anni, soprattutto dal 2022 con l’inflazione, vediamo crescere il fenomeno dei working poor: famiglie dove lavorano entrambi i coniugu ma si fatica ad arrivare a fine mese. Sono situazioni più difficili da intercettare, anche perché spesso c’è difficoltà a chiedere aiuto”.

Un impegno che per molti è anche una scelta di vita. Lo ha raccontato la direttrice Irene Cappella: “Sono 22 anni che lavoro al Banco Alimentare e qui ho trovato un luogo per riscoprire me stessa e dire grazie alla vita. Posso mettere le mie capacità al servizio della comunità e delle persone più fragili: questo per me è il senso più profondo del mio lavoro”.

All’incontro è intervenuta anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena Micaela Papi, che ha evidenziato il valore della rete territoriale: “Quello dei 30 anni è un traguardo importante e un’occasione di riconoscimento per una rete che ogni giorno fa la differenza. Oggi più che mai questo impegno è prezioso, perché le fragilità stanno aumentando: in Toscana il 4,9% delle famiglie vive in povertà assoluta e il 13% è a rischio povertà o esclusione sociale. Il Banco Alimentare – ha aggiunto – non è solo una risposta al bisogno alimentare, ma un presidio di comunità e uno strumento di dignità. Contrastare lo spreco e aiutare chi è in difficoltà sono due facce della stessa responsabilità. Il vero motore resta la rete territoriale, fatta di volontari, associazioni e donatori che ogni giorno svolgono un lavoro straordinario”.

L’appuntamento senese rappresenta la seconda tappa del percorso celebrativo del trentennale, che nel corso del 2026 toccherà diverse città toscane con iniziative pubbliche e momenti di approfondimento. Un’occasione non solo per celebrare, ma per rilanciare un’alleanza tra istituzioni e comunità locali nella lotta alla povertà alimentare.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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