Il derby del PalaOrlandi lascia alla Vismederi Costone Siena rammarico e consapevolezze. La sconfitta contro la Note di Siena Mens Sana nasce da dettagli ben precisi, che Michele Belletti analizza nel postpartita, indicando i motivi che hanno indirizzato la gara.
“In casa, contro una squadra forte come loro, tirare 2 su 17 da tre punti rende la partita difficilmente vincibile”, ha spiegato l’allenatore gialloverde. Percentuali basse che hanno inciso soprattutto sul piano emotivo: “Questo ci ha tolto un po’ di fiducia. Non tutti gli attacchi sono stati forzati, anzi in alcuni momenti abbiamo anche condiviso bene il pallone, ma non siamo mai stati supportati dalle percentuali”.
Accanto al tiro da fuori, Belletti individua un altro fattore determinante: “L’altro dato in cui la Mens Sana è stata superiore sono stati i rimbalzi offensivi. Non è solo una questione quantitativa, ma soprattutto di quando sono arrivati. Tutte le volte che con grande fatica provavamo ad arrivare a meno cinque o meno sei, loro prendevano un rimbalzo offensivo”.
A completare il quadro, anche i tiri liberi: “Otto errori e il 66% dalla lunetta non è una percentuale da partita casalinga se si vogliono vincere gare di vertice”. Nonostante questo, Belletti individua segnali incoraggianti nel finale: “Abbiamo chiuso in crescendo e tenuto una differenza canestri ribaltabile. Finire a meno sei, lasciando la Mens Sana sotto i 70 punti, secondo me dà l’ennesima prova della nostra solidità difensiva”.
Proprio la difesa resta un punto fermo, anche nelle scelte tattiche come la zona alternata tra terzo e quarto periodo: “L’obiettivo era mettere un granello negli automatismi loro e in parte è stato raggiunto. Il problema non è stato difensivo: abbiamo subito 69 punti contro il miglior attacco del campionato. Il problema è stato offensivo”.