Il 2026 sarà l’anno della verità per lo stabilimento Beko di Siena e per 154 lavoratori rimasti. Un po’ come sancito dal recente calendario “Siena in Lotta”.
Le macchine si sono spente definitivamente a fine novembre scorso per poi dare il via alle operazioni di svuotamento del sito produttivo. L’attenzione e le speranze sono tutte concentrate su potenziali investitori interessati al rilancio dell’area di viale Toselli. Di pari passo ‘Sviluppo Industriale Siena srl’, la società costituita dal Comune con Invitalia, dovrà riunire il proprio Cda e studiare le strategie per rendere l’area il più attrattiva possibile per quei potenziali investitori. A breve i lavoratori avvieranno i percorsi formativi in Regione ma, intanto, i sindacati e gli operai valuteranno già domani le iniziative per mantenere alta l’attenzione sul capitolo Beko.
“Il 2026 è un anno verso il quale tutti, in primis i lavoratori, guardiamo con grandi aspettative – spiega Daniela Miniero della Fiom Cgil di Siena -. Questo perché per arrivare ad un percorso definitivo di reindustrializzazione entro la data del 2027, anno in cui la Beko risolverà i rapporti di lavoro con i lavoratori e quindi andrà via da Siena, dovrà essere necessario che il soggetto reindustrializzatore venga individuato nell’arco di quest’anno”.
“Prendiamo quanto fatto nel 2025 e adesso l’importante è riportare sul discorso Beko soggetti industriali che diano continuità al sito produttivo – aggiunge Giuseppe Cesarano della Fim Cisl Siena -. Il focus sarà coinvolgere il Comune di Siena e l’amministratore delegato Sviluppo Industriale Siena srl. Avere così aggiornamenti e dettagli più concreti sui soggetti industriali interessati al piano di reindustrializzazione. Questa è la sfida del 2026”.
“Sicuramente ci sarà bisogno di chiedere nuovamente un tavolo istituzionale al Ministero del Made in Italy perché c’è bisogno di capire a che punto è la reindustrializzazione – sottolinea Massimo Martini della Uilm Uil di Siena -. A livello locale, dovremmo fare un passaggio con il Prefetto di Siena perché l’abbiamo conosciuto però poi non abbiamo approfondito la problematica relativa alla reindustrializzazione. Oltre a questo vorremmo avere anche un confronto con Corradi nominato dal Comune all’interno del Consiglio di amministrazione di Sviluppo Industriale Siena srl.