Beko, Tibaldi (Fiom CGIL): "Pensavano di fare affare con 2mila esuberi, lo abbiamo impedito"

Questa vertenza si concluderà a Siena il primo giorno di lavoro con la nuova busta paga, il presidio non si smonta, rimane" ha detto Tibaldi

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“Pensavano di fare un affare con 2mila esuberi, lo abbiamo impedito”. Lo ha detto la segretaria nazionale della Fiom Cgil Barbara Tibaldi davanti ai cancelli di Beko a margine dell’incontro con i lavoratori dello stabilimento di Siena, impegnati nella votazione per l’accordo preliminare tra azienda, Governo e sindacati raggiunto al Mimit venerdì scorso. “Per quanto riguarda Siena, in particolare, c’è un elemento di garanzia nuovo: lo stabilimento viene acquisito direttamente da un ente del Governo che è Invitalia, questo significa che la sfida della reindustrializzazione non è solo quella dei lavoratori ma è una necessità condivisa con il Governo e con le istituzioni” ha aggiunto Tibaldi, prima di dire: “Questi lavoratori sono sereni in assemblea perché sanno che la loro battaglia non è stata tesa a difendere gli anni che li separavano dalla pensione, ma a difendere lo stabilimento e il territorio”. Su quello che sarà il futuro della zona, la segretaria nazionale della Fiom ha detto: “Questa vertenza si concluderà a Siena il primo giorno di lavoro con la nuova busta paga, il presidio non si smonta, rimane; dopo che abbiamo impedito di distruggere è ora di costruire e costruiamo noi. La reindustrializzazione va contrattata e non faremo sconti”.



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