Blue Monday: oggi il giorno più triste dell'anno

Lo psicologo Grisolaghi: "Nessuna attendibilità scientifica, ma offre l’occasione per parlare di disagi reali"

Di Veronica Costa | 19 Gennaio 2026 alle 15:30

Blue Monday, il terzo lunedì di gennaio è il giorno più triste dell’anno. Oggi 19 gennaio cade quindi questa ricorrenza che indica il momento in cui le persone sono maggiormente stanche e giù di morale. A creare queste sensazioni sarebbero un insieme di fattori: il meteo, la fine delle festività natalizie, la ripartenza segnata dal nuovo anno. A individuare questa giornata unendo proprio questi elementi fu lo psicologo Cliff Arnall, in realtà non c’è attendibilità scientifica, anche se gennaio risulta per i più un mese psicologicamente impegnativo.

“Negli ultimi anni il Blue Monday è diventato una sorta di mito moderno, il  giorno più triste dell’anno, afferma lo psicologo Jacopo Grisolaghi. Da un punto di vista psicologico, però, il suo interesse non risiede tanto nella pretesa di scientificità, che è piuttosto debole e ampiamente contestata, quanto nel fatto che offre l’occasione per parlare di disagi reali che osserviamo regolarmente nei nostri studi. Parliamo di un umore flesso verso il basso, che in alcuni casi può arrivare anche a forme di depressione maggiore. Si tratta di un insieme di sintomi che riflettono, in un certo senso, il nostro rapporto con il tempo. Le festività sono ormai alle spalle e il prossimo periodo di pausa è ancora lontano, bisogna attendere la Pasqua. Inoltre, almeno alla nostra latitudine, in questo periodo dell’anno la luce solare è ridotta, e anche questo può influire sul benessere psicologico.

Il Blue Monday, al di là delle sue prove scientifiche, risulta comunque un ulteriore modo per fare luce su una sempre maggiore richiesta di sostegno psicologico.

“È molto importante che le istituzioni stiano guardando con maggiore attenzione a queste problematiche. Negli ultimi anni ho riscontrato un forte incremento di casi legati a disturbi alimentari, disturbi d’ansia e disturbi depressivi, che coinvolgono fasce di età sempre più ampie. Il fatto che le istituzioni mostrino un’attenzione particolare verso questi temi è fondamentale, soprattutto per facilitare l’accesso al supporto psicologico anche alle categorie meno abbienti, affinché possano ricevere un aiuto adeguato e necessario”.



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