Prosegue in Corte di Appello a Firenze il processo sul caso del maxi “buco” dell’Università di Siena, scaturito dalla lunga e rumorosa inchiesta sulla voragine di bilancio dell’ateneo senese da oltre 200 milioni di euro.
Dopo l’assoluzione dal reato di falso in atto pubblico dei 12 imputati in primo grado, giunta nel luglio 2016, la Procura di Siena ha impugnato le sentenze per alcuni dei soggetti in causa ed è stata così rinnovata parzialmente l’istruttoria dibattimentale. Ieri sono stati ascoltati due testimoni già imputati nel primo grado e che avevano patteggiato. Sono iniziate in seguito le discussioni delle parti: per prima la Procura Generale, che ha chiesto di riformare la sentenza con due condanne, la conferma di assoluzione per altri 4 e una prescrizione, poi è stata la volta delle difese dei revisori dei conti. Le restanti difese discuteranno la prossima settimana, dopodiché arriverà il verdetto del collegio.
C.C