Erano i primi mesi del 2017 quando il dibattito cittadino si era concentrato sulla vicenda riguardante un’iniziativa all’Asilo Monumento che aveva visto dei bambini spogliarsi, mantenendo però gli indumenti intimi, e giocare con la schiuma su un grande telo di plastica. Il caso fu portato in Consiglio Comunale, tra gli altri, da Marco Falorni, attuale presidente dello stesso Consiglio, che pubblicò l’interrogazione sul proprio profilo social. Ed è proprio sotto lo stesso post che si scatenò una bufera di commenti di persone che si dicevano indignate, per la quale tre maestre e una ventina di genitori decisero di sporgere denuncia.
Il Pm per ben due volte ha chiesto l’archiviazione del caso, e per due volte le persone che hanno denunciato hanno fatto opposizione. Oggi il Gip Malavasi ha rigettato la seconda archiviazione e ha imposto l’imputazione coatta, chiedendo che tutti gli imputati siano mandati a giudizio tranne Falorni, l’autore del post che ospitava i commenti, in quanto non penalmente rilevabile. Entro dieci giorni i cinque imputati verranno rinviati a giudizio con l’accusa di diffamazione a mezzo social. Secondo gli avvocati dell’accusa infatti i commenti risultano diffamatori in quanto travisano la realtà, insultando maestre e genitori.