Sono quattro le persone che il gup del tribunale di Siena, Ilaria Cornetti, ha rinviato oggi a giudizio a seguito del tragico incidente stradale avvenuto il 22 maggio 2019 sulla Siena-Firenze, all’altezza di Monteriggioni, quando un bus turistico si ribaltò in una scarpata provocando la morte di una guida turistica russa di 41 anni e il ferimento di 37 persone.
Un disastro che costò la prolungata interruzione del traffico e rischiò di causare la paralisi del pronto soccorso delle Scotte per i tanti simultanei accessi. Il giudice ha accolto le richieste di rinvio a giudizio della Procura di Siena, avanzate nella precedente udienza di aprile: a metà luglio andranno a dibattimento, dinanzi al giudice Simone Spina, sia l’autista 37enne che guidava il bus – con l’accusa di omicidio stradale – che tre tecnici legati alla manutenzione della strada, cui viene contestato invece l’omicidio colposo. Il giudice ha altresì accolto l’eccezione delle difese sulla perizia del consulente del pm che ricostruiva il sinistro, perizia che non farà parte del fascicolo in sede di istruttoria. Il conducente, secondo l’accusa, avrebbe patito una distrazione rilevante alla guida, mentre gli altri tre imputati avrebbero invece, sempre per gli inquirenti, la corresponsabilità su alcune carenze infrastrutturali del tratto stradale in questione.
Nel procedimento, a seguito di un accordo stragiudiziale per il risarcimento con la compagnia assicurativa del conducente, non compare come parte civile la famiglia della vittima.
C.C