Cacio&Pere, Cianfarani a SienaTv: “Con la Giunta gelo totale. Fiduciosi per il ricorso al Tar”

Le parole del titolare: “C’è un precedente a Brescia che ci conforta. L’ultima volta in Comune mi hanno rifiutato un incontro urlando”

La vicenda relativa al locale “Cacio&Pere” continua ad essere uno dei temi più caldi del momento. E’ di alcuni giorni fa l’ordinanza di chiusura a tempo indeterminato emessa dal sindaco Luigi De Mossi. Nella giornata di ieri la società che gestisce il locale ha fatto sapere di essere arrivata al punto di dover recapitare le lettere di licenziamento ai dipendenti, mentre l’Amministrazione comunale, interpellata a riguardo, ha ribadito la sua disponibilità ad un nuovo incontro per trovare un compromesso che possa tutelare gli interessi di entrambe le parti. Su questa “apertura” al dialogo è intervenuto uno dei titolari del Cacio&Pere, Luca Cianfarani: “Prendo atto della volontà del Comune di incontrarci – ha detto a Radio Siena Tv – ma devo sottolineare che ad oggi di confronti ce ne è stato uno solo, in data mercoledì 29 Maggio, e al tavolo erano presenti i tecnici, il segretario comunale e il vice comandante dei vigili urbani. Con l’assessore Michelotti, il vice sindaco Corsi e il comandante Rinaldi i contatti sono stati sempre proficui ma si sono interrotti dal giorno dopo l’apertura successiva all’ordinanza. Da lì in poi il gelo più totale”.

Al momento, per il Cacio&Pere non si intravedono soluzioni, nemmeno temporanee: “Sta al Sindaco decidere in tal senso – afferma Cianfarani – noi saremmo disposti a tutto pur di tornare a lavorare, si era pensato di permettere solo musica d’ambiente o la ristorazione con la tv, e invece ci viene chiesta sempre più burocrazia e non si arriva a niente. Ieri a mezzogiorno – racconta il titolare del locale – sono andato in Comune all’ufficio protocollo per controllare lo stato della richiesta di accesso agli atti, e mi hanno indirizzato dal segretario comunale che però urlando si è rifiutato di incontrarmi“. In ogni caso, si andrà avanti fino in fondo con un ricorso al Tar della Toscana, in opposizione all’ordinanza: “Sono fiducioso, c’è un precedente analogo a Brescia che venne accolto”.

Fra le motivazioni che hanno portato alla chiusura del locale ci sono le continue lamentele dei residenti che, per Cianfarani, hanno tenuto un’atteggiamento prevenuto fin dall’inizio che è poi sfociato nella costituzione del comitato e l’entrata in gioco gli avvocati: “Tengo a sottolineare che nel mese alla Stufa Secca non ci sono mai state discussioni con i residenti – prosegue – nei 17 verbali della Polizia Municipale si dice chiaramente che la situazione era tranquilla. Che la musica non si sentiva, la porta era chiusa e c’era il servizio d’ordine. Solo il 30 aprile si segnala che ci sono 60 persone fuori che parlano”. La chiosa è su un possibile scenario futuro: “Un trasferimento in Fortezza? E’ un’ipotesi avanzata dal Comune. Per ora siamo concentrati sulle questioni più immediate”.

C.C

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