Caiata, si chiude il caso giudiziario: arriva il decreto di archiviazione

Emesso dal Gip Ilaria Cornetti: l’imprenditore e politico era indagato con l’ipotesi di reato di intestazione fittizia di beni

Si chiude ufficialmente il caso giudiziario che all’alba delle elezioni politiche del 4 marzo investì Salvatore Caiata, imprenditore potentino a lungo in affari a Siena e oggi deputato della Repubblica eletto con il Movimento 5 Stelle. Lo scorso 21 agosto il Gip del Tribunale di Siena, Ilaria Cornetti, ha emesso il decreto di archiviazione dell’inchiesta che vedeva Caiata indagato con l’ipotesi di reato di intestazione fittizia di beni, il continuum di una precedente indagine che aveva messo sotto la lente di ingrandimento dei PM il presunto reimpiego di fondi attraverso aziende e conti correnti, anche esteri.

Enrico e Lorenzo De Martino, i legali dell’imprenditore 46enne ben noto a Siena per i suoi investimenti in bar, locali e ristoranti, avevano ottenuto a metà luglio la richiesta di archiviazione da parte del Procuratore Capo della Repubblica di Siena, dott. Salvatore Vitello; ravvisando la scarsa specificità delle accuse, depositarono un’ampia memoria che sviscerava l’intera attività imprenditoriale degli ultimi 15 anni di Caiata, evidenziando i passaggi di tutte le operazioni concluse.

Il polverone sollevato dall’inchiesta non ha intaccato però la sua credibilità, tanto che alle elezioni politiche è stato eletto Parlamentare con percentuali bulgare, dell’oltre il 42%. Caiata, che è anche popolare presidente del Potenza Calcio, in seguito alla bufera mediatica fu escluso dal Movimento in attesa di chiarire la sua posizione, finendo nel gruppo Misto alla Camera: ora che la vicenda ha avuto il suo sigillo conclusivo è probabile il suo rientro nei ranghi.

Claudio Coli

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