Un confronto aperto e partecipato sul tema del benessere abitativo della comunità accademica: è questo l’obiettivo di Campus Bene Comune, l’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Siena e ospitata questa mattina, venerdì 23 gennaio, nell’Aula Magna del Rettorato.
L’incontro rientra nel processo deliberativo Campus Bene Comune, coordinato dal Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC), inserito nel Modulo Jean Monnet CI-INCIDE (2025–2028) e nelle attività del Centro di eccellenza Jean Monnet BRIDGE, oltre che tra le azioni positive del CUG – Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo.

Abitare bene: non solo un alloggio, ma servizi e qualità della vita
Il tema dell’abitare viene affrontato in una prospettiva ampia, che va oltre la ricerca di una casa. “Abitare bene non significa semplicemente trovare un appartamento decoroso e dignitoso– spiega Linda Basile, ricercatrice Unisi in Scienze politiche – ma poter usufruire di servizi di qualità, infrastrutture, servizi ricreativi e culturali. L’idea è che chi vive, studia e lavora a Siena possa davvero abitare bene la città e non solo avere un posto dove dormire”.
Attraverso tavoli di lavoro e momenti di confronto, studentesse e studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, istituzioni e rappresentanti della società civile si sono confrontati per generare idee e proposte condivise per migliorare la qualità dell’abitare a Siena.

Siena come “città campus”
Il titolo dell’iniziativa richiama il concetto di campus, pur in un contesto urbano diverso da quello dei grandi college americani. “Siena ha un vantaggio competitivo rispetto ad altre città universitarie – sottolinea Basile – perché offre una tradizione, un paesaggio e risorse artistiche e culturali uniche. Non si vive in un campus, ma in una città che può garantire standard di vita elevati”.
Un concetto ripreso anche dal rettore Roberto Di Pietra, che guarda al futuro dell’Ateneo e della città: “Stiamo cercando idee, anche semplici, che possano rafforzare l’idea di Siena come città campus, un bene comune per tutti. L’obiettivo è favorire un abitare temporaneo che possa diventare stabile, spingendo chi arriva per studiare a restare, lavorare e creare opportunità in città”.

Il ruolo delle istituzioni e del Comune
Alla giornata partecipano anche le istituzioni locali. L’assessora alle Politiche giovanili Micaela Papi evidenzia come il benessere abitativo sia una politica trasversale: “Non significa solo avere un tetto sopra la testa, ma vivere bene il contesto urbano, non sentirsi ospiti temporanei. Parliamo di servizi, trasporti, spazi verdi, qualità degli spazi pubblici e coesione sociale”.
Dal punto di vista dell’amministrazione comunale, sono diversi gli strumenti messi in campo: edilizia residenziale pubblica, sostegno agli affitti, canone concordato. “Ma ciò che apprezziamo maggiormente di Campus Bene Comune – aggiunge Papi – è il percorso di ascolto e partecipazione, perché le politiche dell’abitare funzionano meglio se nascono dal confronto con chi la città la vive ogni giorno”.

Partecipazione e diritto alla salute
Sottolinea l’importanza del metodo partecipativo anche l’Assessore alla Cooperazione e relazioni internazionali Giuseppe Giordano: “Il World Café permette di discutere punti di forza, debolezze, opportunità e criticità dell’abitare e del vivere la città. Vivere bene Siena significa rendere effettivo il diritto alla salute, come previsto dall’articolo 32 della Costituzione”.
Un confronto che, secondo Giordano, serve anche agli amministratori: “Momenti come questi sono fondamentali per raccogliere spunti, ricevere feedback e costruire nuove politiche insieme ai cittadini. Siena ha una grande tradizione di solidarietà e partecipazione, ed è su questa base che possiamo continuare a migliorare“.
