Carenza di medici, Monaco: “A Siena situazione migliore, ma servono regole e programmazione”

Tra pensionamenti e fuga dei giovani all’estero, il paradosso della sanità italiana visto da Siena

Di Redazione | 13 Gennaio 2026 alle 18:00

La carenza di medici in Italia resta una criticità strutturale, mentre cresce il ricorso a professionisti sanitari stranieri. È quanto emerge dall’intervento di Roberto Monaco, presidente dell’Ordine dei Medici, intervenuto a Buongiorno Siena, che ha fatto il punto sulla situazione nazionale e locale.

“A Siena, fortunatamente, non registriamo le stesse criticità presenti in altre parti d’Italia”, ha spiegato Monaco, sottolineando però come il problema sia reale a livello nazionale. L’aumento dei medici provenienti dall’estero, in particolare da Paesi extraeuropei, non è di per sé negativo, ma richiede — secondo il presidente — le stesse garanzie previste per i colleghi italiani.

Monaco ha ricordato come la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri abbia presentato e vinto un ricorso al TAR contro una delibera della Regione Lombardia, proprio per la mancanza di verifiche uniformi sui requisiti professionali. “In Italia i medici sono soggetti alla formazione continua ECM: dal 2026 chi non raggiungerà almeno il 70% dei crediti non potrà esercitare. Questo vale per i medici italiani, ma non per quelli stranieri, ed è una disparità che va colmata”, ha affermato.

I controlli sulle lauree conseguite all’estero spettano al Ministero della Salute, mentre gli Ordini professionali verificano anche la conoscenza della lingua italiana, requisito fondamentale per garantire la sicurezza delle cure e un corretto rapporto medico-paziente.

Il nodo centrale, però, resta la programmazione. “Da anni denunciamo l’impatto dei pensionamenti e la cattiva gestione degli accessi alle facoltà di Medicina”, ha ricordato Monaco. Il risultato è un paradosso: l’Italia forma medici di alto livello, investendo ingenti risorse, ma molti giovani professionisti scelgono di lavorare all’estero, mentre il sistema sanitario nazionale ricorre a personale straniero per colmare i vuoti.

“Bisogna rendere più appetibile il lavoro medico nel nostro Paese”, ha concluso Monaco, rilanciando la necessità di una programmazione seria e di politiche capaci di trattenere i professionisti formati nelle università italiane.



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