Caritas Siena, Don Vittorio Giglio: “Le bollette pesano sempre di più. Aumentano le richieste, anche dai pensionati”

Aiuti a famiglie e imprese, redditi bassi e caro-energia: mentre il governo valuta un decreto con il bonus bollette, a Siena la Caritas vede crescere le domande di sostegno tra utenze, affitti e pasti quotidiani.

Di Redazione | 17 Febbraio 2026 alle 14:00

Don Vittorio Giglio, direttore della Caritas di Siena, ospite stamani in diretta a ‘Buongiorno Siena‘, fotografa una pressione crescente sui bilanci familiari e racconta come l’organizzazione stia intervenendo in attesa delle nuove misure annunciate a livello nazionale.

L’attesa per il bonus bollette

«Sì, c’è questa emergenza e benvenga se c’è un aiuto in più da questo punto di vista. Siamo in attesa per vedere poi l’applicazione di tutto questo come sarà».

Il nodo centrale resta il costo dell’energia, che continua a erodere la capacità di spesa delle famiglie a reddito basso e medio. L’auspicio è che le nuove misure possano alleggerire il conto mensile e prevenire il ricorso tardivo all’assistenza.

Bollette e “abitare”: il problema è gestire la casa

«Il problema abitativo non è non avere una casa, perché la maggior parte di coloro che si rivolgono a noi la casa ce l’hanno. Il problema è gestirla con i costi che oggi ci sono».

A Siena, dove il costo della vita è storicamente più alto rispetto ad altre città, il peso delle utenze incide in modo determinante sul bilancio familiare, spingendo sempre più nuclei a chiedere aiuto per evitare morosità e interruzioni dei servizi.

I numeri: cresce la quota dei pensionati

«Avevamo notato l’aumento dei pensionati italiani che si affacciano ai nostri sportelli: dal 3 al 6% (vado a memoria)».

Il dato, emerso dagli ultimi aggiornamenti del Report Caritas, è considerato un campanello d’allarme: la fragilità non riguarda più soltanto i lavoratori precari o le famiglie numerose, ma tocca anche chi ha redditi fissi ma insufficienti a coprire rincari prolungati.

Domande in aumento e lavoro in rete

«Le bollette incidono fortemente sulla gestione del bilancio familiare. Ci sono stati tanti interventi da parte nostra e tante richieste anche di supporto da parte dei servizi sociali».

La rete locale di aiuto si attiva su più fronti: contributi mirati per le utenze, accompagnamento ai servizi e sostegno materiale per i casi di maggiore criticità.

La mensa di San Girolamo: 365 giorni l’anno

«Facciamo servizio tutto l’anno grazie alle Vincenziane — Suor Nevia in capo con le altre suore — e ai volontari. Siamo attestati tra i 60 e 80 ospiti al giorno».

Nei mesi estivi l’attività si sposta a San Francesco, con picchi in occasione di emergenze specifiche. Il profilo degli utenti è vario: richiedenti asilo e, per circa metà, persone che Suor Nevia definisce “del resto del mondo”, ossia italiani e stranieri non legati a situazioni emergenziali.

Non solo un pasto

«A San Girolamo scherzando diciamo che è un ristorante stellato: si mangia davvero bene, grazie alla bravura delle cuoche. E provvediamo anche a dare cestini per la sera e altri momenti della giornata».

Alla qualità del servizio si affiancano sostegni aggiuntivi per coprire i bisogni essenziali lungo tutta la giornata. Decisiva, sottolinea Don Vittorio, la risposta della città e del volontariato, che c’è. Ma c’è, purtroppo anche tanta domanda.

«Ci auguriamo che diminuiscano gli ospiti non perché vogliamo lavorare meno ma perché vuol dire che c’è meno bisogno, conclude Don Vittorio Giglio.

Un auspicio che riassume la portata sociale dell’intervento: garantire oggi un aiuto capillare, affinché domani la rete del welfare torni a una pressione sostenibile per tutti.



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