Dalla sperimentazione della vita in appartamento alla nascita di esperienze stabili di autonomia. Casa Clementina ha celebrato a Siena i tre anni del progetto sostenuto dai fondi PNRR, un percorso che ha coinvolto 14 persone con disabilità e che ha aperto nuove possibilità nell’abitare, nel lavoro e nella gestione della quotidianità.
“Questi tre anni sono stati una grande gioia”, ha raccontato Letizia Cambi, dell’associazione Le Bollicine. Negli appartamenti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di vivere in gruppo e di “sperimentare veramente che ce la possiamo fare da soli”. Un lavoro che ha riguardato anche l’ambito lavorativo, la domotica e le soluzioni per migliorare l’accessibilità, con l’obiettivo di permettere a ciascuno di vivere pienamente la propria vita.
Il risultato si misura anche nei percorsi che hanno trovato continuità oltre la sperimentazione. “Tanti progetti sono usciti da Casa Clementina e stanno continuando a essere progetti di vita”, ha spiegato Cambi. Alcuni gruppi hanno trasformato quell’esperienza iniziale in una forma stabile di convivenza.
“Tutto questo si realizza grazie a una comunità accogliente”, ha sottolineato, ricordando il lavoro dei professionisti, la collaborazione con servizi e istituzioni, il contributo delle associazioni e l’accoglienza delle contrade, in particolare della Tartuca. Un ruolo centrale è stato quello di ASP Città di Siena, che già prima del PNRR ha messo a disposizione gli immobili: “Casa Clementina e Casa Fragola sono state il trampolino di lancio per il Dopo di Noi a Siena”.
Adesso si apre una nuova fase. A Casa Clementina quattro ragazzi stanno proseguendo il percorso grazie ai finanziamenti regionali per il Dopo di Noi e alla coprogettazione con la Società della Salute. Per due ragazzi di Casa Fragola, invece, è previsto entro fine ottobre il trasferimento in un alloggio ERP, che sarà preso in affitto da uno di loro.
La rete comprende anche Casa Dolce Casa, in via del Romitorio, dove un gruppo vive stabilmente in un appartamento messo a disposizione da un familiare, e Casa Rosmarino, all’Acquacalda, acquistata dall’associazione. Qui si svolgono le “palestre di autonomia” e le prime esperienze di residenzialità. “È necessaria la gradualità sia per i ragazzi che per le loro famiglie”, ha ricordato Cambi.
Sulle prospettive è intervenuto Giuseppe Gugliotti, presidente della Società della Salute Senese, che ha ringraziato Le Bollicine e tutti i soggetti del Terzo Settore coinvolti. “Stiamo studiando in Società della Salute la possibilità di proseguire questo progetto”, ha dichiarato. “Data l’importanza e i risultati che ha raggiunto, sarebbe davvero un peccato che non potesse ancora esprimere tutte le potenzialità che ha”.