Caso David Rossi, le dieci domande del legale della famiglia

L'avvocato Carmelo Miceli interviene dopo la lettera del collega Vernazza al presidente della Camera Fico. "Va fatta luce su omissioni e festini dei pm"

Di Redazione | 28 Dicembre 2021 alle 8:43

Caso David Rossi, le dieci domande del legale della famiglia

“Nei giorni scorsi, numerosi articoli di stampa hanno riportato di una lettera che il pregiatissimo Avvocato Andrea Vernazza ha ritenuto di dovere indirizzare all’Ecc.mo Presidente della Camera, On. Roberto Fico, per contestare il metodo di lavoro della “Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla morte del Dott. David Rossi” e, in particolare, per stigmatizzare “l’alone di sospetto” che tale Commissione starebbe generando sui PP.MM. Dottori Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi”. Esordisce cosí, in un lungo post su Facebook, l’onorevole Carmelo Miceli, legale difensore della famiglia dell’ex manager Mps, che in relazione all’iniziativa del collega, pone dieci interrogativi sulla sempre più spinosa e discussa vicenda.

“Stando alla missiva dell’Avv. Vernazza, in particolare:
– i PM Marini, Natalini e Nastasi giammai avrebbero inquinato le prove;
– il Colonnello Pasquale Aglieco avrebbe detto il falso;
– i documenti e le testimonianze acquisite dalla Commissione d’inchiesta non potrebbero in alcun modo considerarsi “nuove prove”;
– il clamore che starebbe assumendo la vicenda sarebbe da ascrivere esclusivamente alla spettacolarizzazione dei lavori da parte di alcuni Commissari”.

Continua Miceli: “Ebbene, da avvocato delle Signore Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, moglie e figlia di David, avverto la necessità di porre pubblicamente al pregiatissimo collega Vernazza o, se riterranno di volere rispondere, agli stessi Dottori Marini, Natalini e Nastasi le seguenti domande:

1. In nome e per conto di chi ha scritto l’Avv. Vernazza al Presidente Fico, visto che risulta formalmente difensore del solo dott. Marini? I dottori Natalini e Nastasi hanno dato al pregiatissimo Avvocato Vernazza il mandato per spendere il loro nome innanzi al Presidente della Camera dei Deputati o, comunque, l’assenso su contenuto e forme della missiva?

2. Quanto è credibile che “l’alone di sospetto” che sta aleggiando attorno ai magistrati sia la conseguenza della spettacolarizzazione da parte di alcuni Componenti della Commissione d’inchiesta e non, invece, la conseguenza dei gravissimi errori ed omissioni nelle indagini che la Commissione sta portando alla ribalta? Quanto incide su tale “alone” il fatto che la partecipazione dei PM Marini e Natalini ai c.d. “festini” risulta essere stata riferita da un testimone che, all’esito del procedimento per l’ipotesi di abuso di ufficio, il GIP di Genova ha ritenuto avere superato un primo vaglio di attendibilità?

3. Perché non è dato conoscere l’esito del procedimento disciplinare che il CSM dovrebbe avere instaurato a carico dei Dottori Marini e Natali per effetto della trasmissione degli atti ad opera del GIP di Genova? Soprattuto se, come si è letto talvolta sulla stampa, tali procedimenti disciplinari dovessero essere stati archiviati, perché i diretti interessati non pubblicano i relativi provvedimenti di archiviazione così da renderci edotti delle motivazioni?

4. Come fa l’Avv. Vernazza ad esprimere un giudizio di inattendibilità sul teste Renan William Villanova Correa (teste che accusa il dott. Marini di averlo indotto alla confessione dell’omicidio della sig.ra Lucelly Camargo, omicidio indicato dal Villanova Correa come “legato” all’omicidio del Dott. David Rossi) quando per primo il dott. Marini (in uno alla Corte di Assise di Firenze) ha accordato attendibilità a tale teste al punto da ritenerne credibile la confessione e chiederne la condanna sostanzialmente su questa?
Come mai l’Avv. Vernazza e il dott. Marini non si uniscono pubblicamente alla richiesta delle Signore Tognazzi e Orlandi di aprire un fascicolo per escutere a testimonianza il Villanova Correa nell’ambito di un incidente provatorio che, condotto anche alla presenza di psicologici ed esperti, possa definitamente appurarne l’attendibilità?

5. L’Avv. Vernazza può escludere che esistano soggetti, non ancora escussi in sede giudiziaria, che affermano di essere in grado di testimoniare della partecipazione ai “festini” di Magistrati o ufficiali di PG operanti in Siena?
Sa che esistono Ufficiali di PG che riferiscono di un intervento del Dott. Marini su suoi sottoposti finalizzato a impedire lo svolgimento di indagini su storie di “festini” verificatisi nei sobborghi senesi?
Perché il Dott. Marini non si unisce alla richiesta delle signore Tognazzi e Orlandi di escutere tutti questi testi dinanzi ad una Autorità giudiziaria distinta da quella di Siena, così da garantire la terzietà di giudizio dell’Autorità chiamata a decidere?

6. Il giudizio di una asserita mancanza di “nuove prove” sulle cause della morte del Dott. David Rossi, espresso dall’Avv. Vernazza in nome e per conto del Dott. Nicola Marini nel corpo della missiva indirizzata al Presidente Fico non costituisce una palese anticipazione del giudizio dello stesso (rectius dell’attuale Capo della Procura di Siena) sulla mancanza delle condizioni per una riapertura delle Indagini?
Con quale serenità e terzierà uno qualsiasi dei Sostituti Procuratori della Repubblica in forza al Tribunale di Siena potrebbe arrivare ad un giudizio diverso sull’esistenza o meno di “nuove prove” stante quanto dichiarato sul punto dal Procuratore Capo FF, Dott. Marini, per il tramite dell’Avv. Vernazza?

7. Alla luce di quanto è emerso dalle indagini di Genova e di quanto sta emergendo dai lavori della Commissione d’inchiesta, quanto è opportuna la permanenza del dottore Marini a capo dell’Ill.ma Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, peraltro con il ruolo di Procuratore Capo facente funzione?
Alla luce di ciò e, soprattutto, della possibile anticipazione di giudizio contenuta nella missiva dell’Avv. Vernazza, la permanenza del Dott. Marini a Siena nell’apicale ruolo di Procuratore Capo facente funzione, non pone tale Procura in una palese ed oggettiva situazione di “incompatibilità ambientale” rispetto alla trattazione del “caso David Rossi”?

8. Perché l’Avv. Vernazza ha omesso qualsivoglia riferimento all’esistenza di numerosi ufficiali di PG (oltre l’Aglieco) che, Auditi dalla Commissione d’inchiesta, hanno dichiarato di essere stati presenti sui luoghi nonostante la loro presenza non risulti annotata nei verbali delle operazioni compiute la sera del 6 marzo? Perché l’Avv. Vernazza non ha accusato anche questi – oltre l’Aglieco – di avere detto il falso, annunciando azioni giudiziarie del Dott. Marini?

9. Perché l’Avv. Vernazza ha glissato sull’esistenza di diversi soggetti che, sentiti in Commissione, hanno testimoniato e documentato tanto l’avvenuta e inspiegabile estromissione di numerose prove (soprattuto video e foto) dagli atti delle prime indagini, quanto l’avvenuta alterazione palese dei luoghi rispetto a quanto documentato dalla Scientifica? Di chi è la responsabilità di tali alterazioni ed estromissioni se non di chi stava conducendo le indagini nella qualità di PM?

10. Come si possono definire e giudicare atti quali, a mero titolo esemplicativo e non esaustivo:
– l’omessa acquisizione delle immagini integrali della videocamera del Vicolo;
– l’omessa acquisizione dei tabulati telefonici;
– l’omessa acquisizione del traffico collegato alle celle telefoniche poste nelle adiacenze di MPS;
– l’omesso sequestro dei vestiti indossati dal dott. David Rossi la sera del 6 marzo;
– l’omesso compimento di qualsivoglia accertamento sulla maniglia della finestra della stanza del Dott. Rossi e la chiusura della stessa prima dell’arrivo della scientifica;
– l’avvenuto spostamento, prima dell’arrivo della scientifica, di diversi reperti contenuti nella stanza del dott. Rossi;
– la mancata spiegazione, oltre ogni ragionevole dubbio, di numerosi segni (escoriazioni ed ematomi) rinvenuti sul corpo del Dott. Rossi;
– la confisca e distruzione dei fazzolettini contenenti tracce di sangue rinvenuti nella stanza del Dott. Rossi, ordinata e fatta eseguire dal PM Dott. Natalini in pendenza del termine per l’opposizione alla richiesta di archiviazione;
– l’omessa acquisizione dei server di MPS;
– l’omessa audizione di numerosi testimoni;
– l’enafatizzazione (per usare le parole offerte in pubblica audizione dalla stessa teste) della dottoressa Ciani; l’omessa verbalizzazione della presenza di numerosi soggetti (diversi Carabinieri, non solo l’Aglieco) sui luoghi del vicolo e nella stanza del Dott. Rossi la sera del 6 marzo;
– l’avvenuta e inspiegabile estromissione di numerose prove (soprattuto video e foto) dagli atti delle prime indagini?

Di chi è la responsabilità di questi atti abnormi e di queste gravissime omisisoni?

Chi ha pagato o pagherà per tutto questo?”.



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